Dalla Francia i nomi per il dopo Thiago. Gli scarti di Mou sono ciò che serve al Milan e Mancini costruisce un assist per Galliani
La tournée americana del Milan ha cominciato a dare un’immagine sempre più nitida del carattere della squadra di Allegri. Qualcuno continua a storcere un po’ il naso di fronte ad una rosa che sembra indebolita dall’addio del gruppo storico e dalla cessione dei due talenti indiscussi Ibra e Thiago. Eppure proprio dai giocatori che meno sembravano essere destinati a finire sui taccuini degli osservatori sono arrivati riscontri importanti. Uno di questi è certamente Emanuelson, che in queste prime apparizioni è apparso completamente metamorfosato rispetto al giocatore che conoscevamo lo scorso anno. La grinta e la cattiveria agonistica trascinano i suoi movimenti in campo e con lui la squadra appare sicuramente arricchita. Le sorprese poi non finiscono qui, perché soprattutto dalla “cantera” rossonera arrivano segnali incoraggianti. Su un odei giovani talenti rossoneri ha appena messo le grinfie il Verona che grazie al lavoro di Sogliano sta diventando la favorita al passaggio diretto dalla cadetteria fino in serie A. Michelangelo Albertazzi sarà una pedina importante agli ordini di Mandorlini che, dopo la strepitosa stagione appena conclusa sta già lavorando per garantire alla città di Giulietta il derby nel prossimo campionato. Un corale in bocca la lupo dunque a Michelangelo, che nelle prime apparizioni in rossonero di questa calda estate ha già espresso il suo talento, risultando per molti un giocatore da non lasciarsi scappare. Un anno in serie B da protagonista potrebbe essere il definitivo trampolino di lancio per il duttile difensore rossonero.
Rimane ancora tutto in stand by invece il discorso relativo all’approdo in rossonero di Yanga-Mbiwa, viste le dichiarazioni del Montpellier circa l’esborso necessario per portarlo agli ordini di Allegri. Ma Galliani non si lascia intimidire e anzi mette sul piatto della bilancia un’alternativa immediata. Il nome è quello di Nkoulou da Marsiglia, ma le trattative sono ancora in fase quasi embrionale. Il ventiduenne ha già espresso buone cose nel torneo francese, la sua giovane età potrebbe farlo diventare un giocatore utile soprattutto in prospettiva. Il Milan dunque sembra aver trovato la sintonia di mercato con la sponda francese del calcio, la stessa che ha strappato e stravolto i piani di via Turati con le offerte faraoniche per Ibra e Thiago, appunto. Berlusconi, parlando in una intervista a 360° rilasciata a Milan Channel, proprio relativamente alle cifre esorbitanti delle ultime trattative, sembra non escludere l’ingresso in società di nuovi mecenati, siano essi dotati di petroldollari o comunque interessati a sviluppare sempre più in grande la storia del Milan. Un’apertura che ora non è più celata dal silenzio del Presidente, ma che anzi viene addirittura auspicata dal leader dei rossoneri.
Questo dimostra che di fronte ai nuovi equilibri globali, anche il calcio nostrano, per sopravvivere ed essere competitivo deve affidarsi a chi i soldi li può spendere.
Però questo non significa che il Milan o qualsiasi squadra italiana debbano essere relegate a ruoli da comparsa soprattutto nelle competizioni internazionali. Il nostro calcio ha una scuola invidiabile, i giocatori italiani saranno forse meno fantasiosi dei colleghi oltreoceano, ma in quanto a cuore e grinta non sono secondi a nessuno. Gli ultimi Europei l’hanno ampiamente dimostrato.
Ma torniamo al Milan e alla sua ricostruzione. Mancano ancora dei tasselli per completare il disegno a disposizione di Allegri. Per il centrocampo sembra ormai individuato il nome che potrebbe non far rimpiangere i colossi Gattuso e van Bommel. Parlo di Sahin, ormai ai margini del Real e sempre più vicino quindi a cambiare casacca. Tutto questo aspettando di poter trovare l’accordo economico per riportare Kakà indietro nel tempo, a quando, per intenderci, giocava felice e ringraziava per gli applausi senza doversi scontrare con le “paturnie” dell’allenatore di turno. La piazza rossonera sembra alquanto divisa sulla questione. C’è chi ha paura che il ritorno di fiamma possa trasformarsi in un fuoco fatuo e chi invece già si prepara ad accogliere il figliol prodigo ai cancelli di Milanello. Impossibile prevedere quale delle due fazioni possa aver ragione, ma ancora una volta Berlusconi, che sottolinea le difficoltà dell’impresa, ribadisce i valori tecnici e umani di quel giocatore che forse davvero l’aveva commosso più di ogni altro.
E poi non basta rinforzare l’arma letale del gioco di Allegri, il centrocampo che riesce a costruire giocate pronte per essere infilate in rete: là davanti il Milan vorrebbe trovare un realizzatore importante. Pato è in piena forma, lo dimostra l’avventura olimpica, ma da solo potrebbe non bastare, anche se tecnici e colleghi lo indicano come il vero punto di forza del nuovo Milan. Galliani rimane innamorato di Tevez e dalla regale isola Mancini sembra essere preoccupato: “Spero che Tevez possa rimanere con noi”. Se questa non è l’ennesima apertura…
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