Dopo la vittoria con la Juve si cerca la conferma di positivi presagi. Al mercato si chiedono nuovi giovani talenti
Non poteva esserci partita migliore per mettere alla prova le reali potenzialità dei rossoneri. Spronati dai racconti del Presidente i ragazzi di Allegri hanno intrapreso la strada per ricostruire la trama di ricordi in cui ognuno di loro è pronto a prendere posto. L’evocazione dei fasti rossoneri, delle pagine di storia, degli aneddoti legati alla storia dell’ultimo quarto di secolo, non lasciano indenni nemmeno loro, gli attuali protagonisti di questa ennesima sfida.
La presenza di Marco Van Basten a S.Siro poi è segnale di concretezza, la prova vivente che ciò che si è solo ascoltato (molti dei giocatori che ora solcano il campo erano solo bambini ai tempi dell’addio del campione olandese), che i racconti gloriosi, sono fatti di carne ed ossa. Lo stadio gremito, che accoglie con un applauso il video dell’ex numero 9 rossonero riscalda l’ambiente che, peraltro, è tornato quello dei fasti passati.
C’è un divario abissale in classifica tra le due squadre, il Milan può solo allungare il passo verso zone più nobili, ma non sono i tre punti in palio il reale motore trainante della gara. Gli uomini di Allegri sono stati chiamati al cambio di passo per dimostrare di essere da Milan, per dimostrare di poter formare un gruppo compatto da qui alla fine dei giochi quando, finalmente tutto sarà azzerato e si potrà ricominciare un cammino alla pari.
Nessun risultato sia mai dato per scontato, il calcio ci insegna che la legge dei tre punti condanna, ma altrettanto velocemente premia le squadre più intraprendenti, quelle che mai si danno per vinte.
Al fischio d’inizio, dopo la coreografia della curva Sud che materializza un messaggio d’amore eterno, bastano pochi attimi per capire che sarà il Milan a trascinare la Signora in partita. Il ritmo dei ragazzi di Allegri è alto, i passaggi precisi, la disposizione in campo impeccabile. La gabbia bianconera orchestrata da Pirlo è debole, le linee vengono interrotte: forse la Juventus ha sottovalutato l’avversario?
In mixed zone qualcuno chiede a Buffon se la stanchezza da Champions abbia potuto influenzare la prestazione. “No, non credo sia stato quello”. E queste parole lasciano aperte le innumerevoli interpretazioni del caso. Forse quel rigore generoso ha cambiato le dinamiche della gara, ma c’era ancora tanto tempo per provare a ribaltare il risultato e la Juve ha sicuramente i mezzi adeguati al ribaltone. Eppure qualche cosa non è andato nel modo in cui tutti si aspettavano. L’evocazione storica dei fasti rossoneri deve aver creato una corazza impenetrabile e il Milan ha ritrovato tempi, modi e dinamiche per tornare a dire la sua anche sul campo, contro quelli che, prima della sconfitta contro l’altra milanese, erano gli invincibili.
Ora si riparte da qui.
Facile interpretare bene una partita in cui le motivazioni sono date dal solo nominarla, per capire che il Milan ha fatto quadrato bisognerà attendere la prossima gara. Il Catania di Maran è una squadra sicuramente ostica da affrontare ma meno altisonante nei fasti evocati dalla sua storia. Allegri ha trovato gli interpreti del suo gioco, le scommesse sono state vinte. Constant è stato utile e soprattutto preciso e meticoloso nell’esecuzione di quel ruolo che all’esordio lo vide quasi bocciato. De Sciglio è imperioso, con tutti i limiti che può avere un ragazzo di soli vent’anni: ha ricordato i terzini di un passato nemmeno così lontano e soprattutto sembra non aver grilli per la testa, cosa che non deve mai essere data per scontata. Inutile soffermarsi sulla prestazione di El Shaarawy, ormai carica nucleare detonata e pronto ad investire con la sua onda d’urto qualsiasi avversario. Vederlo cavalcare la fascia, arrivare sulla linea di porta per difendere i pali di un Amelia chiamato in causa in extremis ma assolutamente protagonista della gara, ripartire in velocità per offendere Buffon: bè, non ci possono essere altri dubbi sul talento del faraone.
La nuova strategia del Milan parte proprio dai giovani. Dopo anni in cui si diceva che prima o poi si sarebbe dovuto ricostruire il gruppo, perché i senatori erano numerosi e ormai prossimi all’addio, quest’anno, forse per caso, la crisi economica nelle casse rossonere ha dato il la alla restaurazione. Allegri si è trovato a dover ricostruire dal nulla una squadra che ancora tentennava a riaversi dagli addii illustri. Allegri ha dovuto convincere se stesso, forse, ancor prima che i suoi ragazzi, di poter essere in grado di rialzare la testa. La fretta è stata cattiva consigliera con il Milan?
La partita contro la Juventus ha messo in luce i punti di forza di questa squadra. Da questa vittoria, seppur ottenuta con un rigore maledetto, dalla qualificazione agli ottavi nella platea europea, si riparte. Il mercato di gennaio aprirà a breve le sue porte, Berlusconi e Galliani non si sono nascosti. L’intento è quello di investire in chiave giovane e futura, il Milan ha già giocatori importanti che possono ancora esprimere il loro talento, uno di questi Pato, che il Presidente non rinnega ma che ha ricevuto l’onta dello striscione contro da parte dei tifosi. Pato vuole giocare di più? Che dimostri di poterlo fare sul campo. Perché nessuno, nemmeno il più scettico, di fronte al talento di Ale rimesso in campo potrà proferire altre parole se non: resta con noi e portaci verso altri grandi traguardi.

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