Inzaghi: "Ibra non si tocca". Cafù tramite per arrivare a Ganso, con Kakà che bussa per tornare a casa
“Ibrahimovic? Non si tocca, sta facendo una gran stagione, mi manca il poter giocare con lui”.
Queste le parole di Pippo Inzaghi (su Il Sole 24ore) che sembrano voler smentire con forza i dubbi sulla riconferma del campione svedese al Milan nella prossima stagione. Io credo che non si possa prescindere da Ibrahimovic per questo Milan, per questo ritengo che tutti i fiumi di parole scritte su di lui, sul suo futuro incerto, sulle sue caratteristiche che ora appaiono appannate, siano soltanto la normale conseguenza, lo scotto da pagare per l’eliminazione dalla Champions, quando tutti gli occhi erano puntati sul campione di Svezia e lui ha fatto di tutto per spegnere i riflettori. Credo che chi metta in dubbio le caratteristiche e soprattutto l’importanza di un giocatore come Ibra, non solo nel Milan, ma in qualsiasi altra squadra, sia da ricovero immediato e da blindare con una camicia di forza. Che poi il suo rendimento ultimamente sia stato oscillante tra la perfezione e il baratro, questo è pur vero, ma capita, nell’arco di una stagione giocata con grande intensità minuto per minuto, che si possa perdere la testa o che si possa essere in affanno.
E quando le due cose capitano insieme, cioè quando l’ossigeno per l’affanno va a ritardare il ragionamento e quindi si agisce d’istinto, capita ciò che abbiamo visto a Bari e che è costato al campione rossonero tre turni di squalifica che, guarda caso, vogliono dire niente derby, a meno di un ricorso vincente presso gli uffici competenti.
E qui iniziano a levarsi le prime voci: qualcuno dice meglio così, almeno si riposa un po’. Qualche altro mette in evidenza il fatto che almeno Pato potrà esprimersi al meglio senza l’ingombrante vicino di reparto (avercene però…), io ribadisco: ogni partita senza Ibrahimovic, senza nulla togliere ai compagni, senza mettere in dubbio le molte possibilità a disposizione di Allegri, è una partita che parte monca, claudicante, almeno dal punto di vista emozionale. Perché vedere il gigante rossonero all’opera è emozione pura, perché vederlo aprire le braccia sia dopo una rete che dopo un errore è impagabile. Lui solo a volte vale il prezzo del biglietto, un po’ come successe con l’arrivo di Kakà.
E proprio il brasiliano sembra scalpitare per un pronto e difficile ritorno a casa: sarebbe accolto a braccia aperte ovviamente, magari le stesse lunghe braccia di Ibrahimovic.
Ve l’immaginate? Kakà, Pato, Ibrahimovic: fantasia, velocità e potenza allo stato puro (per non parlare delle altre valide e importanti alternative). E non si ferma qui la voglia del Milan di tornare grande, in quel progetto di cui lo svedese ha parlato più e più volte. In quest’ottica sembra voler rientrare Ganso, sponsorizzato da Cafù e trattato da Raiola, una coppia di garanti che potrebbe superare il fascino di Leonardo che lo vorrebbe all’Inter. Poi ci sarà da trattare per Boateng, che si è dimostrato una pedina fondamentale del centrocampo rossonero, ma che con il suo lavoro ha fatto alzare il prezzo del riscatto. Qualcuno dice che Robinho non ha dato ciò che la società si sarebbe aspettata da lui, ma è pur un giocatore che ha messo la firma e soprattutto la zampata vincente in molte gare.
In ritardo per i rinnovi dei suoi senatori, il Milan sta dando materiale ai cronisti per raccontare di trasferimenti papabili: chi vorrebbe Ambrosini al Chelsea, dove ritroverebbe Carletto nostro. Chi disegna una Juventus con Pirlo fantasista in casacca bianconera, senza poi toccare il tasto Seedorf, che sarebbe oltremodo fastidioso veder giocare con un’altra maglia. Qualcuno parla del ritiro di Nesta, ma per ora è solo un sussurro. Gattuso ha dimostrato di poter dare ancora tanto a questo Milan e soprattutto avrà voglia di riscattare la sua “lotta impari” contro “lo squalo”. E Pippo Inzaghi? No, lui ha ormai cucito addosso la maglia rossonera e ha una missione da compiere. Tornare e segnare, per mettere il sigillo su quel ranking dei goleador europei che ormai è diventata un’ossessione o meglio, il motivo per il suo, ormai spero prossimo, rientro.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale e responsabile: Antonio Vitiello
© 2026 milannews.it - Tutti i diritti riservati
Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso ad A.C. Milan


