La metamorfosi del Milan

La metamorfosi del MilanMilanNews.it
© foto di Gaia Brunelli
giovedì 25 novembre 2010, 00:00Milanello in rosa
di Gaia Brunelli

Si gioca senza fronzoli con Allegri. Ora non ci sono più dubbi: la metamorfosi è avvenuta. Era da tempo, molto tempo, che il Milan non correva così tanto e bene. La solidità della squadra è a dir poco impressionante. Credo che tutto abbai avuto inizio da quella brutta batosta del Bernabeu. A Madrid Allegri si è definitivamente reso conto che l’idea di affrontare le grandi squadre d’Europa con troppi giocolieri era da abbandonare al più presto. L'assetto più prudente permette al Milan di attenuare l'effetto dell’invecchiamento dei senatori del gruppo. Un po’ come una crema antirughe, per intenderci. Anche contro l'Auxerre la formazione con i tre mediani di interdizione ha ridotto a zero i rischi difensivi, pur con un avversario non certo qualitativo a livello tecnico ma dotato di tanta corsa. Nel primo tempo tra l’altro in parecchie occasioni Thiago Silva, difensore dalle qualità tecniche elevate, ha sparacchiato il pallone in tribuna. Gesto che da lui non ci si aspetta. Ma il punto è proprio questo. E' il segno di una mentalità diretta prima di tutto a non farsi trovare scoperti. Il dibattito tra gli esteti e i concreti è apertissimo, intanto il Milan continua a vincere.

Ora il dilemma sarà quando tornerà il momento di schierare Pirlo. Galliani sembra aver già acquisito tutti i dettami dell’Allegri-pensiero. "Pirlo tornerà presto in squadra. Andrea potrà anche dare il cambio a Seedorf da trequartista". Quindi che la formula dei tre mediani di rottura stia funzionando bene è sotto gli occhi di tutti (anche quelli di Berlusconi). Non è dunque escluso che Allegri possa decidere di avanzare Pirlo nella posizione di trequartista alle spalle delle due punte. Un ritorno al passato per Pirlo che potrebbe gestire il suo talento al meglio non dovendo pensare anche alla fase difensiva. Questo Milan sta davvero cambiando. Concretezza e solidità sono le basi. Il 4-2-fantasia resta una fantasia come dice il nome stesso. La realtà è un’altra. A me, personalmente, un po’ manca la verve brasiliana, ma, cari tifosi, è giusto che la metamorfosi avvenga anche dentro di noi. Prima pensavamo di vincere facendo un gol più degli altri. Oggi non dobbiamo vergognarci di vincere pensando prima di non prenderne!