Le mosse per rivitalizzare il Milan
E ora, mi raccomando, belli spavaldi e sicuri contro il Bari domenica visto che ha la difesa più battuta!!! Poi quando al 90esimo ci chiederemo come mai la palla non è ancora entrata, non stupiamoci. Troppe le occasioni fallite contro la Juventus. A memoria ne elenco tre clamorose: nel primo tempo colpo di testa di Ibra centrale parato da Storari e tiro di punta sempre dello svedese deviato in angolo dal nostro ex numero 1. Nella ripresa, altra palla per Ibra che sbaglia lo stop in area ma di destro riesce a colpire… sì, Felipe Melo. Va beh, vogliamo dire che può accadere. Perfetto, ma i punti problematici sono altro. Perché passi la lezione di tattica di José Mourinho che al momento, insieme a Carlo Ancelotti (fatemelo dire!) è il miglior allenatore del mondo, ma che anche Delneri riesca a mettere in difficoltà così il Milan con una squadra decimata non va bene per niente. Un conto ci fossero stati Chiellini, Amauri, Iaquinta e Krasic. Tra l’altro sabato sera pioveva e si sono create alcune pozzanghere a San Siro, chissà il serbo come si sarebbe divertito! Si scherza naturalmente, giusto per sdrammatizzare un po’. In ogni caso anche Gigi Delneri impartisce lezioni di arguzia tattica, affidandosi a quel suo tanto amato 4-4-2 con ripartenze veloci. E il Milan va ko. La contromossa doveva per forza essere una mossa azzardata. E invece niente. Nell’intervallo il barlume di speranza mi ha colpita. Vedevo Superpippo che si scaldava con intensità. Ma nella ripresa in campo c’era ancora Pato. Posto che al Papero io darei il pallone d’oro solo per quello che mi ha fatto vedere fin qui, che sarà all’incirca un decimo di quello che può dare, devo ammettere che non sopporto la sua superficialità. L’altra sera si ingarbugliava nei suoi stessi dribbling, come quando ti chiamano mentre sei alla guida e l’auricolare si è attorcigliato attorno al freno a mano. Ecco, a Pato è scattata la segreteria telefonica. Lasciate un messaggio dopo il bip.
Eppure Inzaghi è entrato solo a 15 minuti dalla fine. Apro anche il discorso Seedorf. Io (naturalmente) lo avrei schierato dall’inizio perché alla quantità della Juve, avrei risposto con maggiore qualità. In ogni caso non disdegno nemmeno la scelta Boateng. Quello però che non capisco è perché inserire Clarence a 20 minuti dalla fine, quando palesemente Gattuso e Pirlo erano stanchi morti e quando, ancor più palesemente, al Milan serviva dinamicità in mezzo al campo. Forse un Matthieu Flamini avrebbe fatto al caso nostro. Invece no, perché chissà cosa avrebbero detto se Pato fosse stato sostituito a fine primo tempo oppure chissà cosa avrebbero insinuato se Flamini fosse entrato prima di Seedorf. Così non si va da nessuna parte. Anche perché è questo il momento giusto per aggredire il campionato. Ora che l’Inter inizia a capire cosa voglia dire avere giocatori importanti infortunati. Perché prima o poi torneranno i vari Milito, Julio Cesar, Pandev, Thiago Motta e quant’altro e soprattutto a gennaio ci sarà la finestra di mercato che, presumibilmente, vedrà i nerazzurri protagonisti. Il distacco va costruito ora, invece i cugini sono ancora davanti. Quindi, vi prego, torniamo al “gioca chi sta meglio” o al “gioca chi è più utile”. Azzardiamo i cambi dai nomi pesanti. Rischiamo la contromossa. Abbandoniamo la prevedibilità e stupiamo l’avversario. Nel bene o nel male, ma almeno consapevoli di averci provato. Senza favori e senza rancori.
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