Leonardo e il panettone indigesto

Leonardo e il panettone indigesto MilanNews.it
© foto di Giulia Polloli
domenica 26 dicembre 2010, 00:00Milanello in rosa
di Giulia Polloli

Non ci ha colti di sorpresa l’annuncio di Leonardo sulla panchina nerazzurra, ormai da giorni non si parlava d’altro nella Milano addobbata a festa. Ma il risultato è quello di un panettone indigesto mandato giù con fiumi di spumante per meglio attutirne il gusto amaro e magari annebbiare la mente sperando di svegliarsi presto dall’incubo.
Leonardo entra così nella storia nerazzurra, il quattordicesimo tecnico in quindici anni di gestione Moratti dell’altro lato della Milano calcistica.
Una missione interessante quella che il buon Leo è chiamato a svolgere sulla panchina del biscione, allettante l’idea che proprio il patron Moratti abbia pensato a lui per risollevare le sorti dell’Inter penta campione che però stenta a decollare nel campionato in corso.
Ma lo “sgarro”, come viene vissuto dal popolo milanista, non “s’aveva da fare”.
L’annuncio proprio la vigilia di Natale, come se per arrivare a Milano fosse una sorta di messia calcistico ,la dice lunga sulle reali intenzioni della banda Moratti. Il presidente nerazzurro smentisce l’intenzione di voler pareggiare la partita iniziata dal Milan con l’arrivo di Ibrahimovic all’inizio della stagione, dicendo che le sue scelte non sono dettate da queste futili ragioni. Ma il tempismo è comunque sospetto.
E ora si parla dell’arrivo anche di Kakà, il giocatore simbolo dell’epopea ancelottiana che ha spezzato i cuori rossoneri il giorno della sua dipartita in direzione Madrid.
Ecco, questo dovrebbe finalmente insegnare che il calcio moderno è fatto di legionari. Le bandiere hanno smesso di sventolare da tempo ormai in favore di un esercito di mercenari che combattono solo per il miglior offerente.
Vero è che Leonardo ha lasciato il Milan forse un po’ troppo in fretta, per lasciare il posto ad Allegri, altro pupillo presidenziale rincorso da tempo immemore per la sua elegante sagacia calcistica.
C’è chi va e c’è chi viene in questo periodo natalizio. E ammainiamo bandiere e leviamo le ancore: nessuna nave è più ferma in porto.

Neppure il vascello prediletto del presidente Berlusconi è stato risparmiato dai venti di mercato. Quel Ronaldinho tanto voluto, promesso e atteso, coccolato e redento. Che però ora si rivolta al suo amato presidente chiedendo una cospicua parte di “malloppo” per navigare in altri mari. Ammutinamento, qualcuno ha scritto e nella metafora tutta marinara, termine mai fu più azzeccato.
Ma ora la mission è un’altra, c’è un altro “peccatore” da riportare sulla giusta via, perché in casa Milan amano le sfide intense, le personalità forti. Cassano partirà per le sabbie degli sceicchi insieme alla squadra, agli ordini della scommessa vinta, quell’Allegri, che dimostra di avere la mentalità giusta per amalgamare uno spogliatoio denso di storia come quello del Milan. E Allegri non si scompone all’idea di dover ammaestrare un campione come Cassano: come dargli torto! Una motivazione forte Cassano già ce l’ha: dimostrare ancora una volta di essere un giocatore tutto genio e “regolatezza”, perché questa volta il Milan potrebbe essere il palcoscenico di una prima straordinaria, dove però non puoi sbagliare l’acuto più importante.
Lo scorso anno si parlava delle giuste motivazioni da dare ad un gruppo sazio, Leonardo sembrò l’uomo giusto per smuovere l’apatia dell’ambiente, di quel Milan che aveva vinto tutto.
E se fosse questo il motivo predominante a cui si è aggrappato Moratti per risollevare le sorti della sua Inter?
Ma lasciamo ai posteri l’ardua sentenza, lasciamo che a parlare, ancora una volta sia il campo. Quel campo che ha salutato Leonardo con i dovuti applausi, quel campo che aveva offeso l’ultima bandiera rossonera e che invece ha acclamato molte banderuole. E io credo che su quello stesso campo soffierà un vento gelido quando le due squadre di Milano si affronteranno nel derby, quel vento gelido che inevitabilmente, questa volta, spazzerà via anche quella barca che credeva di aver gettato l’ancora, senza accorgersi di aver issato le vele maestre pronte ad essere strappate dalla violenza della tempesta rossonera.
Quindi Leonardo, goditi questo panettone assicurato, ma non ti aspettare un brindisi in tuo onore quando il Milan leverà in alto i calici per brindare alla sua storia e al ricordo dei suoi campioni.