Ma qual è il progetto Milan? L'impressione è che si stia navigando a vista

Ma qual è il progetto Milan? L'impressione è che si stia navigando a vistaMilanNews.it
© foto di Balti Touati/PhotoViews
mercoledì 31 ottobre 2012, 10:37Milanello in rosa
di Giulia Polloli

Tanti dubbi e una certezza pesante come un macigno dopo la partita contro il Palermo: Pato è ancora molto lontano dallo stato di forma che l’aveva etichettato come incedibile, non è pronto per sobbarcarsi l’onere di salvare il Milan dal baratro.
Per fortuna mattone dopo mattone El Shaarawy è riuscito a costruire la sua piramide, stagliandosi nel deserto della fantasia rossonera come signore indiscusso dell’ennesimo risultato riacciuffato nel finale. Le doti del giovane talento rossonero erano già state svelate lo scorso anno, quest’anno si cercava la conferma: eccola. Ambrosini sta già firmando metà dell’assegno promesso come premio al compagno, soprattutto perché i gol siglati sono pesanti come macigni nell’economia rossonera.
L’ennesimo stravolgimento di modulo no ha portato i risultati sperati. Le mosse azzeccate di solito sono quelle che possono dirsi già assodate nei meccanismi, negli automatismi della squadra. Abbiamo visto troppi giocatori ingabbiati in porzioni di campo non consone allo sbocciare di giocate talentuose, troppi cambi tutti insieme hanno stravolto le idee già confuse dell’undici di Allegri. Il Palermo passa in vantaggio grazie al rigore realizzato da Miccoli, nonostante le proteste, forse sensate, di Abate che non poteva amputarsi il braccio al momento del contatto con la sfera. Ma comunque di rigori come questi se ne vedono e se ne vedranno ancora infiniti, inutile disperarsi. Allegri l’ha ammesso tranquillamente, ha sbagliato ad impostare la gara e la conferma la si trova all’inizio della ripresa, quando il Palermo trova il raddoppio con Brienza. Forse il gol che sembrava poter chiudere definitivamente il confronto fa scoccare la scintilla sacra in allegri, deciso al tutto per tutto per provare a dare la scossa. L’ingresso di Pazzini, ma soprattutto di Bojan sembrano portare una ventata d’ossigeno alla squadra rossonera.

La voglia di emergere del giovane ex-Barcellona sembra potersi concretizzare dopo cinque minuti con una grande invenzione personale sventata dall’estremo difensore rosanero in extremis. Il Milan riesce poi a far leva sull’orgoglio e prima con Montolivo e poi con El Shaarawy rimette in pari la gara, non riuscendo però a dare la stoccata vincente al Palermo, ormai spettatore inerme e colpevole di essersi seduto dopo il doppio vantaggio.
La reazione rossonera c’è stata e il pareggio in rimonta dovrebbe mantenere alta la tensione agonistica in vista della prossima gara con il Chievo, con Allegri che dovrà tirare le somme delle proprie mosse.
Sembra poi che il tecnico rossonero sia stato raggiunto dalle “lamentele” di Silvio Berlusconi, chiaramente insoddisfatto dei risultati del suo giocattolo preferito, ma ormai accantonato in un angolo in attesa che qualcun altro possa tornare a divertirsi con il suo Milan.
La posizione di Allegri per i più è in bilico, ma forse il tecnico potrà lavorare per tutta la stagione nella costante speranza di capovolgere le sorti di un Milan intangibile che però con le forze a disposizione sta cercando di evitare almeno il peggio.
Situazione paradossale, che sa di inverosimile, ma capita dopo cicli di vittorie e successi che ci debba essere una sorta di anno sabbatico in cui tirare i remi in barca e progettare il nuovo viaggio. Purtroppo la sensazione è che alla base di tutto ciò non ci sia un progetto prestabilito, ma che si navighi a vista in un mare sconosciuto. Il Milan è abituato a muoversi tra le grandi, a dettare le regole della classifica, ad imporre il proprio stile in ogni campo. I giocatori alla corte di Allegri o sono colpiti da amnesie circa il loro potenziale tecnico o più semplicemente non sono convinti dei propri mezzi. Una squadra che fatica a trovare la propria identità per tutti i novanta minuti, una squadra che sembra non aver null’altro da dare se non qualche guizzo nel firmamento delle occasioni sprecate. Quest’anno forse basterebbe ammettere di dover riprendere fiato in attesa di nuovi successi. C’è solo da augurarsi che qualcuno rimanga al timone della nave, invece che scappare alla notizia che le stive si stano riempiendo d’acqua, lasciando lentamente che tutto affondi nell’abisso.