Merkel, Strasser e Pato: loro sono il futuro. Ibrahimovic è il presente
Aveva detto che portare quella fascia per lui era un onore, che aveva paura di non essere all'altezza vista la storia legata al vessillo da capitano dei rossoneri. E sono scese molte lacrime a rigare le sue guance. Ebbene, Clarence quella fascia l'ha onorata sotto ogni punto di vista. Una prestazione da leader indiscusso, da talento che non ha bisogno di conferme, da giocatore di cui il Milan deve andar fiero e che la società rossonera, per proseguire dove ha finito la mia illustre collega di penna, non può lasciar andare via. Si ritorna a parlare di rinnovi, di nuovo mercato, di possibili arrivi e partenze. Dopo aver metabolizzato l'uscita dalla Champions League, il Milan si ferma a cercare le cause della sua poca incisività nella competizione che l'ha reso famoso. Tutti a puntare il dito su quel campione, Ibrahimovic, che non è certo esente da colpe. Nel senso che si è nuovamente trasfigurato nella brutta copia di se stesso anche contro il Tottenhma, anche in una partita dove invece la sua presenza in campo sarebbe stata la goccia pronta a far traboccare e poi arrendere gli Spurs. Ma non può essere imputato solo a Ibrahimovic il pareggio, soprattutto perché è stata la partita del Milan più bella ed intensa degli ultimi tempi. L'avversario si è chiuso a catenaccio, forte del risultato favorevole dell'andata e le incursioni rossonere non sono mancate. E' mancato il gol, quel maledetto gol salvato prima sulla linea e poi dalla forma del portiere avversario che sembrava in preda a convulsioni tanto era reattivo nei movimenti da palo a palo. Il Milan torna a casa con la sensazione di essere stata derubata di qualcosa che era suo di diritto, la squadra migliore, come in molti hanno titolato, è quella che ha fatto le valigie e detto addio alla coppa. Ora il Milan può concentrarsi meglio e con più intensità a mantenere il primato in classifica. L'avversario di giornata questa volta sarà il Bari, nella partita del "pranzo domenicale", con S.Siro a prezzi ridotti per incentivare l'afflusso dei tifosi. Un Milan che deve concentrarsi e dimenticare ciò che è appena successo, non deve leccarsi le ferite ma medicarle e tornare al centro del campo per un nuovo calcio d'inizio. E, come disse Ibrahimovic, il progetto è appena iniziato e lui parla da leader del futuro.
Secondo lo svedese sarà il prossimo l'anno adatto per la Champions, perché il Milan sta lavorando in prospettiva. Lo dimostrano gli inserimenti di Merkel e Strasser che con Pato, come ha giustamente sottolineato la Gazzetta di ieri, hanno formato un trio sul quale programmare il futuro. I giovani non mancano, nel vivaio rossonero si sta lavorando per tornare ad avere quel ricambio generazionale e quei campioni made in Milan che da troppo mancano a questa squadra. Chissà chi sarà il nuovo Maldini (ricordando i due figli che militano nelle giovanili, prima o poi potrebbe esserci un ritorno di fiamma)? E la risposta non è univoca a questa domanda, che racchiude due aspetti cruciali: il Milan deve puntare sulla "cantera" rossonera e soprattutto deve dare alternative a Nesta, oltre che trovare un terzino. Tralasciando Abate, ormai consacrato dalle ultime perfette ed incisive prestazioni, sperando nel vero ritorno in splendida forma di Jankulovski, osservando Yepes nelle prossime occasioni, non ci sono però reali alternative in questo momento sulla fascia sinistra e soprattutto un vice Nesta non è stato ancora individuato. Allegri dovrà programmare molto meglio di quanto abbia potuto fare quest'anno, alla sua prima da allenatore in rossonero, l'utilizzo dei suoi campioni. Perché quest'anno i giocatori determinanti arrivati a gennaio, non sono stati purtroppo utili alla causa rossonera. Quindi con Galliani l'allenatore del Milan dovrà progettare sull'arco dell'anno e non di pochi mesi, per avere le garanzie di avere una rosa competitiva e che faccia la reale differenza in tutte le competizioni già dal ritiro di agosto. Non avrebbe fatto comodo Van Bommel mercoledì sera? O Cassano a dar fantasia nei momenti morti della gara? E bisognerà anche stare alla finestra per capire le sorti di Boateng, di cui Preziosi farà sicuramente lievitare le valutazioni in sede di riscatto. E Prince è stato determinante quando ha giocato senza male. E da qui a giugno non si parlerà d'altro: Balotelli o Kakà? Ganso o Criscito o magari qualche altro talento ancora da scoprire e su cui scommettere? E Mexes sarà davvero il giocatore adeguato (a me piace moltissimo) per questo Milan? Saranno giorni infuocati quelli del prossimo mercato. Ma non dimentichiamoci che è ancora presto. Il Milan scenderà domani in campo contro il Bari. Il campionato è sempre più una lotta in famiglia, con quei cugini che si arrogano pure il diritto di essere i detentori del "tifoso milanese doc". E di certo il diavolo non vorrà cedere il passo, soprattutto ora che può concentrare le forze per ottenere quel tricolore che da tropo tempo manca in bacheca e dal quale si può ripartire con più vigore per altre indimenticabili stagioni.
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