Milan-Zenit inizia in tribuna, dove Berlusconi apre a Balotelli. E il Milan torna a sognare in grande
La qualificazione ormai saldamente chiusa nelle tasche è ciò che consente al Milan di scendere in campo contro lo Zenit con una formula rinnovata. La coppia centrale inedita Acerbi-Zapata regala acuti importanti. Zapata in particolare si rende protagonista di una chiusura da applausi su Hulk, un disimpegno da campione vero, di quelli per intenderci che riescono ai giocolieri del pallone. Acerbi appare meno nervoso al centro, anche se nell'occasione del gol di Danny nessuno dei due può essere esente da colpe. Spazio anche per Mesbah che può così tornare sul campo dopo che di lui si erano perse le tracce nel tempo. L'assenza di tensione per il risultato a tutti i costi sembra mostrare un Milan più brillante, più propositivo, con il gioco che viene espresso prevalentemente sulle fasce anche perché Allegri ha inserito dal primo minuto Pazzini, che può raccogliere i cross in area in cerca della conclusione vincente. Pazzini ci prova, in realtà aveva anche guadagnato, con un guizzo, un calcio di rigore che però l'arbitro non ha assegnato. Chi da lui si aspettava valanghe di gol, per ora rimane con un po' di amaro in bocca, ma la sua presenza in campo consente al Milan di allargare la veduta di gioco: però manca la conclusione spietata, quella che rimane impressa nella memoria, perché i movimenti, anche ben fatti, non hanno la stessa valenza di un gol che gonfia la rete. Il gol dello Zenit al 35' non muta le dinamiche di gioco. Il Milan sembra quasi divertirsi, giocare con una leggerezza di spirito che recentemente non abitava più le gare rossonere. La serie di risultati utili consecutivi, la vittoria contro la Juventus, l'avvenuta qualificazione in Champions con una giornata di anticipo ma, soprattutto, il rinnovato amore di Berlusconi verso la sua creatura, hanno riportato la speranza a Milanello. La partita di ieri sera a S.Siro inizia proprio sugli spalti dove un Berlusconi sorridente, accompagnato anche dai sorrisi della prediletta Barbara, non spegne, una volta tanto, i sogni di gloria dei rossoneri. Si parla di mercato e non di quello in uscita, o almeno, non solo.
Perché il la lo dà Galliani, che ricorda che per fare nuovi acquisti bisogna prima cedere qualcuno. I sogni cominciano a prendere forma quando Berlusconi toglie dal mondo prettamente onirico il nome di Mario Balotelli: "Non è un sogno" dice il presidente sorretto dal sorriso di Barbara, che parla di mercato con toni veramente molto eloquenti.
I tifosi rossoneri dunque possono ricominciare a sperare? I nomi ora si rincorrono, le parole vanno pesate e pensate, perché basta poco per scatenare tormentoni. Si veda il caso Neymar: basta dire che con El Shaarawy è tra i ventenni più forti al mondo che subito lo si veste di rossonero. Questa è la potenza, la cassa di risonanza, che si crea attorno alle parole dei vertici rossoneri. Perché la squadra è stata smembrata in ogni reparto, il Milan dall'inizio di questa stagione ha perso un po' di quello storico appeal che da sempre contraddistingue anche le notti di Champions , lo dimostrano i tanti seggiolini vuoti allo stadio, non imputabili solo al freddo o all'inutilità in chiave qualificazione della gara, eppure quando dalle labbra presidenziali o da quelle del suo entourage sfuggono certi nomi, la platea applaude e crede nella bontà delle intenzioni. La speranza è che il Presidente abbia ritrovato la scintilla del suo storico amore, che abbia la forza di credere ancora in questa squadra, che abbia ancora la passione adeguata per costruire su solide fondamenta il Milan del futuro. Si parla di mercato in chiave under e dunque i nomi di Balotelli (sempre ad un passo dalla separazione consensuale con Mancini prima dell'apertura dei mercati) e Neymar potrebbero entrare di diritto nei piani societari. Poi non si disdegna l'apporto di qualche giocatore di esperienza e il nome di Sneijder che aleggia sopra Milanello potrebbe perdere la consistenza eterea di un fantasma e tramutarsi in dato di fatto corposo. Il Milan ora deve tornare a concentrarsi sul cammino in campionato. La partita contro il Torino sarà l'ennesimo banco di prova per ritornare a passo deciso verso la vetta della classifica. Quello è il miraggio che solo con freddezza potrà tornare realtà.

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