Niente derby per Ibra. E intanto si profila un centrocampo davvero "Ganso"
Tra chiamate ultraterrene che sembrano aver portato sulla retta via Legrottaglie, approdato al Milan a coronamento di un sogno forse, in un periodo in cui anche il difensore bianconero si sentiva messo al bando in una Juve confusa ed isterica a causa della mancanza di risultati, alla speranza di vedere il giovane talento Ganso in maglia rossonera, per dare uno smacco ai cugini ma soprattutto per accaparrarsi quello che sembra un talento nemmeno più emergente, fino agli scongiuri per veder tolte all’icona rossonera di moda, Ibrahimovic, quelle due giornate di troppo guadagnate per una sciocchezza in campo che però lasciano libero il posto al rientrante (si spera) Pato, reduce dall’infortunio alla caviglia.
Ecco quali sono i temi delle chiacchiere sportive in attesa del derby di Milano che, se di segni si vuol parlare, si gioca all’ombra della Madonnina.
E questi sono solo alcuni dei temi, alcuni dei quali bizzarri, usati per stemperare la tensione pre-derby, dettata in casa Milan a causa di alcune assenze illustri, che sembrano complicare non poco le dinamiche allegriane nello schieramento in campo di una squadra arrembante proprio contro l’ex più temuto, quel Leonardo, che con la sua allegria ha stravolto in positivo l’ambiente nerazzurro.
Un derby che si gioca su ogni fronte, un derby anche sul mercato per accaparrarsi quegli obiettivi strategici che fanno gola alle grandi del nostro campionato.
Non ultima la voce che vuole anche Menez, contestato in casa Roma, aggregato all’altro giallorosso Mexes, per un duetto tutto linguistico che già per assonanza sembra poter funzionare.
Ma il mercato che sta scatenando le fantasie dei procuratori e degli intenditori, come già in passato ci ha insegnato Galliani, non si fa vendendo a squarciagola la propria merce, ma mettendo in pratica la diplomazia nelle stanze dei bottoni, lontani da orecchi indiscreti a preparare il colpo della stagione.
E torniamo al derby dunque, che (nel momento in cui scrivo) attende una risposta forte anche dalla partita della Nazionale contro la Slovenia, da Cassano per la sponda milanista e da Pazzini per quella nerazzurra. La giustizia sportiva ha tolto una sola giornata a Ibra e quindi proprio il talento barese potrebbe dover portare parte del fardello che comprende il produrre azioni invitanti per arrivare sotto porta e, nel caso anche Pato dovesse dare forfait, realizzare qualche magia per violare la porta di Julio Cesar e far scoppiare S.Siro in un boato assordante.
Allegri sembra voler osare contro la squadra del suo predecessore: le pedine a disposizione sembrano voler dar forma ad un tridente puro, che però per essere irresistibile avrebbe, secondo mio modesto parere, bisogno alle sue spalle di un mediano di pura fantasia come Pirlo, difficilmente schierabile dal primo minuto contro l’Inter.
E Pirlo potrebbe diventare un rimpianto per i rossoneri, non solo in occasione del derby, ma in vista di un suo possibile addio alla maglia rossonera, visto che le cifre del rinnovo non sembrano essere in linea con le reali richieste del giocatore.
Ma, come dicevo poc’anzi, è troppo presto per parlare realmente e apertamente di mercato. Meglio concentrarsi sul finale di campionato, sull’obiettivo minimo da raggiungere: a casa Milan parlano di scudetto come condicio sine qua non per proseguire a testa alta nella progettazione futura.
Tra le due contendenti sembra essere il Milan la squadra che ha più da perdere: in testa alla classifica ha però perso lo smalto dei tempi migliori incappando in due scomodi scivoloni, che hanno fatto arrivare a due soli punti proprio l’Inter di Leonardo che, di certo, con una vittoria toglierebbe qualche sassolino dalle sue eleganti scarpe. A maggior ragione però Allegri dovrebbe essere ancor più motivato del rivale: non che debba dimostrarlo, ma la vittoria potrebbe confermarlo come tecnico giovane e vincente, che ha ridato al Milan il gusto di primeggiare fra le mura amiche di questa Italia calcistica, della quale i rossoneri da troppo non sono protagonisti. Il Milan ha ormai abbandonato la competizione europea mentre i nerazzurri dovranno anche pensare a misurare le forze per la corsa ad ostacoli che li attende da qui alla fine della stagione.
Un derby che potrebbe essere determinante per la corsa scudetto, ma che invece potrebbe far cantare vittoria troppo presto a chi dovesse conquistare i tre punti in palio.
Il campionato è avvincente, aperto e ancora abbastanza lungo per dar vita a scenari diversi e imprevisti.
Ora godiamoci l’attesa, gustiamoci i nostri campioni in giro per il mondo con le nazionali, aspettiamo che il fato disveli i suoi progetti. E tra una settimana saremo in attesa del fischio d’inizio.
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