Per il "bel giuoco" ci vogliono gli interpreti giusti. Arrivano solo critiche e per gennaio nessuna illusione...

Per il "bel giuoco" ci vogliono gli interpreti giusti. Arrivano solo critiche e per gennaio nessuna illusione...MilanNews.it
© foto di Gaia Brunelli
venerdì 2 novembre 2012, 00:00Milanello in rosa
di Gaia Brunelli

Dopo aver fatto sapere di non aver tempo per occuparsi del suo Milan, ora Berlusconi si accorge che la qualità del gioco rossonero è di basso livello. E’ già qualcosa. Forse aver visto soltanto 15 minuti di Palermo-Milan non ha aiutato nell’obiettività dei giudizi. Anche perché dipende da quale quarto d’ora si tratta. Come al solito il Milan regala di fatto i primi tempi. Ma se l’anno scorso con i giocatori che c’erano concedere agli avversari i primi 45 minuti voleva dire chiudere la prima frazione di gioco sullo 0 a 0, quest’anno significa almeno ritrovarsi sotto di due gol. Come contro la Lazio, anche contro il Palermo. Niente di nuovo. Ora, poi, che il gioco del Milan non abbia qualità non è certo una scoperta fantasmagorica. Qui lo si dice dall’inizio della stagione, anzi forse da quando i campioni sono stati ceduti e gli acquisti low cost sono stati inseriti in rosa. Questo è un gruppo mediocre, dove riescono per fortuna a emergere giovani volenterosi oppure giocatori con un po’ più di qualità rispetto agli altri. Mi riferisco a El Shaarawy e Montolivo, gli unici che si salvano. Aggiungerei anche De Sciglio anche se ultimamente è fermo ai box per influenza. Berlusconi si è dunque accorto della mancanza di qualità… alla decima giornata, dopo tutto quello che è successo.

Dopo le critiche, dopo le sconfitte amare e quelle meritate, dopo la panchina in discussione, dopo la delusione del nuovo numero 10 Boateng, dopo l’esplosione del Faraone, dopo la stitichezza sotto porta di Pazzini e dopo la solita superficialità di Pato. Insomma dopo tutte questi aspetti e soprattutto dopo il catenaccio d’altri tempi in Champions League contro il Malaga nella speranza di portare a casa lo 0 a 0. Sarebbe stato più comprensibile se fosse stato messo in atto contro il Barcellona o il Real Madrid, ma alzare bandiera bianca contro il Malaga è sembrato davvero troppo. Troppo solo per una questione psicologica. Nel senso che nessun tifoso del Milan vuole vedere la propria squadra difendersi contro uno sconosciuto Malaga. I rossoneri in Europa sono sempre partiti spavaldi e quella gara fa male a chi è abituato ad altri scenari. Forse però è anche l’unica soluzione per tentare di approdare agli ottavi. E questa consapevolezza è dura da consolare. In ogni caso il Presidente rossonero ha sbraitato con Galliani solo dopo il 2 a 2 contro il Palermo che peraltro andrebbe visto anche in maniera positiva. D’accordo subire i due gol, ma riuscire a rimontare per poi andare quasi a vincere non era una delle caratteristiche migliori del Milan di quest’anno che alla prima difficoltà si abbatteva senza possibilità di reazione. In sostanza però questa squadra continua ad avere bisogno di cure. Ha dimostrato di avere carattere e voglia di fare bene, ora servirebbero gli innesti giusti. Ma la sensazione è che interessarsi solo per criticare sia la via preferenziale, mentre cercare di sanare la rosa diventa più che mai proibitivo vista la mancanza di un bagaglio economico importante. Certo, arrivare agli ottavi di Champions League sarebbe una manna per la società rossonera, ma la strada è colma di ostacoli che al momento non si riescono a superare con le critiche, ma sono con l’umiltà e la consapevolezza che questo Milan non può mostrare il “bel giuoco” senza gli interpreti adatti.