Piano piano nasce il nuovo Milan. La società ha deciso chi sarà il prossimo allenatore rossonero

Piano piano nasce il nuovo Milan. La società ha deciso chi sarà il prossimo allenatore rossonero
martedì 20 novembre 2012, 00:00Milanello in rosa
di Marilena Albergo

In una giornata, la 13', in cui a tener banco sono state le polemiche (tra Juve e Inter), il Milan ha finalmente pensato a giocare ed è riuscito a portare a casa un punticino importante, conquistato su un campo difficile come quello del San Paolo. Non si sa se a dar la giusta carica alla squadra sia stata la visita di Silvio Berlusconi a Milanello, ma sta di fatto che a Napoli si è visto un altro Milan. Un Milan più vivace, con le idee più chiare e con un gioco più quadrato. Certo partire sempre in svantaggio non aiuta. La squadra di Allegri è partita in svantaggio per ben otto volte, riuscendo quasi sempre a rimontare e a portare a casa il pareggio. Ma così non va bene. Non si può soffrire e rischiare per rinascere. La formazione manca di concentrazione, anche se spesso a penalizzare il risultato è l'errore del singolo. Bisogna lavorare sulla testa, soprattutto adesso che c'è la Champions League. I rossoneri sono obbligati a vincere, perchè hanno 5 punti in classifica, solo uno in più degli avversari, l'Anderlecht.

Berlusconi l'ha detto: l'obbiettivo dev'essere superare la fase a gironi, mentre per quanto riguarda il campionato, bisogna arrivare almeno al quinto-sesto posto. Proprio la visita del numero uno rossonero ha portato forse più serenità e carica a Milanello, tant'è che al San Paolo il Milan ha mostrato più sicurezza nei propri mezzi. A proposito del presidente, il suo collega e amico, il ministro Maroni, continua a dire di essere a conoscenza del nome del futuro allenatore del 'Diavolo'. Questo fa naturalmente dedurre che non sarà Allegri, (nonostante gli sforzi della società nel dire di avere fiducia in lui), ma anche che non sarà Pep Guardiola. L'ex ministro degli interni ha infatti sottolineato di non essere particolarmente contento della scelta che farà la società, una scelta che a questo punto potrebbe ricadere su gente come Spalletti, Mazzarri, Rijkaard o addirittura Gattuso o Inzaghi. Il Milan ripartirà da qui, dal nuovo tecnico che guiderà la corazzata rossonera a partire già dalla prossima stagione. Costruirà una squadra fondata sui giovani e capeggiata da colui che ormai è diventato il simbolo di questo Milan: Stephan El Shaarawy. Dieci gol in 13 partite, una rete ogni 107 minuti. Meglio del compianto Ibrahimovic che in campionato, con la maglia rossonera, era riuscito a segnare 7 gol il primo anno e otto la scorsa stagione.