Tra un “carpe diem” ed un “mea culpa”

Tra un “carpe diem” ed un “mea culpa”MilanNews.it
© foto di Giulia Polloli
domenica 12 dicembre 2010, 00:00Milanello in rosa
di Giulia Polloli

“Carpe diem”. Il detto più famoso al mondo, quello che incorona chi vuol vivere alla giornata senza troppe preoccupazioni, senza troppe ansie per il futuro. Ma anche la filosofia di chi può approfittare di un solo attimo per dimostrare tutto se stesso. Salvo poi battersi una mano sul petto e pronunciare quel “mea culpa” magari sottovoce, magari in solitudine, ma ammettere di aver sbagliato molto, troppo, forse tutto.
Questo sembra essere il leit motiv legato alla settimana di Ronaldinho e del Milan di Allegri.
Ronaldinho è’ stato seduto in panchina ben sette volte, Allegri benevolo gli dà l’occasione per poter zittire i critici e lui che fa? Lascia fuggire quell’attimo senza rendersi conto che per lui, non per il Milan, poteva essere l’ultimo.
Mercoledì contro l’Ajax Dinho è stato graziato da Allegri: dalla poltrona della panchina, a stella davanti alle poltroncine rosse. Ma Dinho, beatamente sorridente e camminante, con la flemma che contraddistingue di solito gli incoscienti, ha ben pensato di farsi una passeggiata nel parco di S.Siro, peraltro insieme a molti dei suoi compagni d’avventura.
Allegri fa il “mea culpa”, ammette di aver fatto anch’egli molti sbagli. Vero è che non si può imputare solo al brasiliano la causa della figuraccia rimediata in Champions.
Allegri dice : “Mi auguro davvero di aver imparato la lezione: spero che abbiamo raccolto in quella notte tutto quello che non si deve fare e averlo buttato via contro l'Ajax”.
La qualificazione già in tasca, non doveva prendere però il sopravvento sullo stadio gremito di gente, sul loro affetto incondizionato ai colori rossoneri, sia che si vinca, sia che si perda.


E’ una questione di rispetto verso la maglia, verso chi crede in te perché si combatte in ogni gara. Neppure un’amichevole sarebbe stata giocata peggio.
Mea culpa, Milan.
Ora ci attende il Bologna, durante il pranzo domenicale, dove si spera che a fare la scorpacciata non sia il solito Di Vaio, che di motivazioni assieme ai suoi compagni ne avrà da vendere, dove però non sarà neppure Ronaldinho a poter mettere le gambe sotto il tavolo (anche se Allegri dice di non averlo bocciato).
Sarà il turno di Ibrahimovic, trascinatore talentuoso che giorno dopo giorno sembra davvero convincere, anche gli scettici, sul suo folle amore eterno verso questi colori. Sarà forse l’occasione ancora una volta per Boateng, al posto di Clarence Seedorf per una normale alternanza tra i vari impegni. Purtroppo non ci sarà la coppia Nesta- Thiago Silva, visto che l’altro brasiliano ha stretto i denti fino alla fine della gara salvo poi scoprirsi infortunato al ginocchio.
Chissà se potrà esserci un’occasione per Amelia, in campionato, visto che tra i pali, lui, mercoledì è stato praticamente impeccabile. Pronto alla chiamata: lui sì che sa cosa vuol dire “carpe diem”.
Pranzo a Bologna per poi pensare alla cena di Roma che chiuderà il 2010 rossonero.
Occasioni per mettere in pratica il motto oraziano, lasciando agli altri l’onere di battersi quella mano sul petto per espiare i propri peccati con un sonoro “mea culpa”.