Prima del boato, il silenzio: il derby nasce quando San Siro è ancora vuoto
Il derby non è mai una partita come le altre, né per le due tifoserie, né per la città di Milano, né per San Siro, che si veste come fa per le grandi occasioni. Ma 11 ore prima del fischio d'inizio lo storico impianto meneghino non splende ancora di luce propria. Non ci sono cori, bandiere e neanche il rumore sordo dei quasi 78mila spettatori che aspettano solo di esplodere al gol di uno dei loro beniamini. Alle 9 del mattino, a San Siro, ci sono solo cemento freddo, passi che rimbombano nel vuoto e mani sporche di vernice.
Ma è così presto che nasce davvero il derby. Lo raccontano gli scatti di Daniele Mascolo, capace di fermare il momento che nessuno vede: quello precedente allo spettacolo, alla partita e all'emozione stessa. Sugli spalti deserti del primo, secondo e terzo anello blu prendono posto circa 20mila plastiche colorate, sistemate una alla volta e con cura da chi si è occupato, ed ha ideato, lo spettacolo. Al centro, immobile, uno striscione lungo 90 metri.
Una coreografia non è solo un'immagine destinata a televisioni e social. No, È tempo, organizzazione, pazienza, ma soprattutto appartenenza. Dietro ogni cartoncino non c'è un gesto casuale, ma il lavoro invisibile di chi il derby non lo vive solo quando lo stadio è pieno. Ed è forse questa la parte più romantica, sapere che dietro certe immagini, certe opere, c'è il lavoro silenzioso di poche decine di mani.
Poi arriva la sera, l'ansia della partita, la salamella. I cori, le luci, il fumo, il calcio. Quel telo di 90 metri verrà sdrotolato, così che chi è difronte lo possa leggere, menre quelle ventimila plastiche tese, in aria, creando una sola immagine suggestiva "NOI". Il resto, è storia.
Ed è proprio questo che la fotografia di Daniele Mascolo vuole e riesce a raccontare, la storia. Che non è fatta solo dell'episodio in sé, ma anche di quello che esite prima del rumore e dello spettacolo, perché c'è chi il derby lo costruisce in silenzio.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
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