Brambati sta con Filippo Galli nella querelle con Paolo Maldini
Massimo Brambati, procuratore e opinionista, si è così espresso a TMW Radio commentando le parole di Filippo Galli a sua volta rivolte a Paolo Maldini: "Credo che tutti quanti ci abbiano messo del loro nello sbagliare. A me è piaciuto molto ciò che ha detto Filippo Galli, che ha parlato da persona che ha lavorato per tantissimi anni nel settore giovanile del Milan. È un lavoro lungo e la partenza non mi è sembrata esaltante. Io aspetto i risultati e già dalle prime partite con Belgio, Francia e Turchia capiremo qualcosa. Ciò che mi è dispiaciuto è che abbiano tirato in ballo il nome di Antonio, dicendo che non andava bene perché guadagnava troppo. Innanzitutto, non lo hanno mai contattato e, a livello giornalistico, quindi, la trovo una scorrettezza. Poi, il fatto che per Guardiola potessero esserci i soldi mentre per Conte no…»
COSA HA SCRITTO FILIPPO GALLI
Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, la risposta di Filippo Galli a Paolo Maldini non si è fatta attendere. Tutto nasce quando l'ex capitano rossonero, in occasione della presentazione in Azzurro con Leonardo parlo di diversi temi e problematiche legate ai settori giovanili italiani. Al Corriere della Sera Maldini parlò così: "Tecnicamente siamo un Paese che non crea più giocatori di talento. Qualcosa non funziona a livello sistemico. I miei figli l’hanno visto nelle giovanili del Milan: si parla solo di tattica; se un ragazzo ha talento, è un problema. Ma questo va".
Parole su cui Filippo Galli si è sentito in dovere di rispondere. E infatti così è stato:
"Sono stato Responsabile del Settore Giovanile di AC Milan dal 2009 al 2018. Quelle affermazioni, dunque, mi riguardano direttamente, riguardano un gruppo di lavoro di cui ho l’onore di far parte, non un percorso individuale: Edgardo Zanoli, Domenico Gualtieri, Stefano Baldini e la Prof.ssa Caterina Gozzoli, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Non fu un’iniziativa isolata né estemporanea: la collaborazione con l’Ateneo diede vita a un progetto di ricerca sull’attivazione e il monitoraggio di un servizio psicopedagogico all’interno del Settore Giovanile, condotto insieme all’Alta Scuola di Psicologia Agostino Gemelli — oggetto, quindi, di uno sguardo accademico e non solo di un ricordo personale. In quegli anni costruimmo, insieme, un approccio lontano dalla ricerca esasperata del risultato, fondato sull’idea di un calcio propositivo che ponesse ciascun ragazzo nelle condizioni di essere il principale protagonista del proprio percorso di formazione: sostenendolo nella creatività, restituendo all’errore la sua funzione di tappa e non di colpa, coltivando l’aiuto reciproco tra compagni come una competenza da allenare quanto il primo controllo o il tiro".

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