Com’è cambiato il Milan in tre mosse: Pioli, Ibrahimovic e continuità  

19.10.2020 08:00 di Antonio Vitiello Twitter:    Vedi letture
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Com’è cambiato il Milan in tre mosse: Pioli, Ibrahimovic e continuità  

Sono tre gli ingredienti principali che hanno portato il Milan ad essere una vera squadra, difficile da battere perché sempre più organizzata in campo. Il primo fattore è Ibrahimovic. Da quando è arrivato lui le cose sono cambiato mentalmente. Il gruppo lo segue e spinge al massimo perché lui vuole così. E’ un leader indiscusso e incontrastato, l’allenatore in campo. Decide le partite a 39 anni (vedi doppietta nel derby) e ha fatto alzare il livello di tutti. Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.  

Se questa squadra ha raggiunto 20 risultati utili consecutivi, è prima in classifica con 4 vittorie su 4 e ha subito solo una rete in quattro match, gran merito va all’allenatore che ha saputo conferire gioco e identità ai suoi ragazzi. Tutti lo seguono e sanno cosa fare in campo. Bravo Pioli a resistere in primavera quando il destino sembrava ormai segnato con il licenziamento a fine campionato. Ha saputo far ricredere la proprietà che aveva già contattato Rangnick.

Sul gradino del podio “la continuità”, perché i rossoneri stanno giocando con gli stessi giocatori della passata stagione, con qualche aggiunta in alcuni reparti, ma ad esempio la formazione che ha vinto nel derby era la stessa dell’anno passato (mancava solo Rebic per infortunio). Per una volta la scelta è stata di non cambiare allenatore, dirigenti e giocatori ma dare tempo e fiducia ad un gruppo che aveva chiuso benissimo lo scorso torneo.