Da Tonali-Pirlo a De Ketelaere-Kaká, ma quando impareremo ad andare avanti?

06.08.2022 00:20 di Manuel Del Vecchio Twitter:    vedi letture
Da Tonali-Pirlo a De Ketelaere-Kaká, ma quando impareremo ad andare avanti?
MilanNews.it
© foto di Antonio Vitiello

È davvero così difficile non appoggiarsi a ciò che sembra più facile? Nel racconto calcistico che si fa in Italia spesso e volentieri di fronte ad un giovane, arrivato dal mercato o dal settore giovanile, l'esercizio più comune tra gli "addetti ai lavori" è quello di cercare un paragone che solletichi fantasia e nostalgia dei tifosi, vogliosi e affamati di campioni che possano fare la differenza immediatamente.

Ed in un paese come l'Italia che spesso, troppo spesso, rimane ancorato al passato, l'arrivo di un giovane dalle belle speranze è solo l'ennesima occasione per rivangare ricordi ed emozioni che non esistono più, presenti in modo sfumato ed ormai idealizzato nella testa di centinaia di migliaia di persone. Non è un qualcosa di sbagliato in sé, ma è sicuramente un'opportunità persa per aprirsi al futuro e al nuovo.

E così, invece di provare a raccontare un talento italiano, che evidentemente potrà fare anche le fortune della Nazionale, per quello che è e che potrà essere gli si appiccica subito addosso l'etichetta: "nuovo Pirlo". Ma Tonali, come ha fatto presente più volte lui stesso, di simile a Pirlo può contare solo la capigliatura. In campo, che è quello che dovrebbe contare di più, i punti di contatto svaniscono. Sandro si è dimostrato effettivamente un calciatore forte e capace di vincere già qualcosa di importante, ma non per diritto divino o perché è il "nuovo qualcuno". Tonali è cresciuto ed è stato uno dei migliori centrocampisti della scorsa Serie A perché è un calciatore di talento, serio, con una mentalità adatta ad una squadra di prima fascia. E anche perché il Milan ha visto in lui tutto questo, dandogli il tempo e l'opportunità di dimostrarlo sul campo.

Il Milan ha visto tutto questo anche in Charles De Ketelaere. Lo dimostrano i numeri del ragazzo e lo dimostra la cifra che Maldini e Massara hanno voluto investire per il "Bruges boy": 32 milioni di euro più 3 di bonus. Lo dimostrano i suoi 5 titoli in Belgio, le sue 16 presenze in Champions League, l'entrata nel giro della nazionale maggiore e le sue enormi qualità tecniche, che hanno già impressionato mister Pioli: "Ha grande talento, si vede da come tocca palla: è elegante, bello da vedere".

E basta vederlo per pochi minuti infatti per capire che con Kaká non ha nulla a che fare, se non i lineamenti gentili e il viso pulito. Il Milan ha portato in Serie A un altro giovane in rampa di lancio, l'ennesimo da tre anni a questa parte. Anche lui, proprio come la società rossonera, ha le idee ben chiare sulla direzione verso cui guardare: “È  importante guardare al futuro e a quello che sarà la crescita della società" - Ha detto oggi Charles in conferenza - "Io voglio partecipare a questa crescita, voglio dare il mio contributo. Le leggende rimarranno sempre delle leggende, io voglio dare il mio contributo per raggiungere i risultati sperati".