Galli a MN: "Mi devo arrendere: l’undici rossonero non può reggere la contemporanea mancanza di Gila, Rabiot, Modric, Pulisic e Ramos"
La brutta sconfitta di Bournemouth ha riacceso le discussioni sul modus operandi di Ruben Amorim in materia di turnover e rotazioni. Filippo Galli, sempre molto equilibrato e analitico nei suoi commenti, dice la sua sull'argomento nell'ultimo editoriale per MilanNews. Qui un estratto del suo pezzo:
"Anche questa volta attorno al Milan si sono sollevati dubbi, critiche e polemiche per l’ennesimo cambio dell’undici iniziale da parte di Amorim. Turnover che, ricordiamolo, è stato solo in parte voluto. Gli infortuni di Chukwueze e Ramos in prossimità della gara hanno determinato ulteriori cambi rispetto a quelli previsti. Mi ha sorpreso la scelta di Cisse e non di Camarda come vice Ramos. Non più di tanto, ad esser sinceri, perché confidavo nelle valutazioni fatte da Amorim.
Fino a ieri sera la sola sconfitta della stagione (un dato che ci eravamo scordati) l’avevamo subita a San Siro, al nostro debutto europeo, contro il Benfica, l’unica partita per cui avevo dei dubbi rispetto alla bontà delle scelte del tecnico. Le altre, dal mio punto di vista, rientravano in una normale e sensata gestione delle risorse a disposizione. Tra l’altro il nostro tecnico, ad oggi, aveva utilizzato 21 giocatori, lo stesso numero di quelli impiegati da Como, Inter, Roma e Napoli, uno in più dall’Atalanta, la squadra che ne ha utilizzati meno (20).
Fatte queste premesse la gara è iniziata nel peggiore dei modi. Il Bournemouth ha cominciato subito aggressivo e i rossoneri da subito hanno smarrito le certezze conquistate a fatica. […] Da segnalare la buona prova di Torriani e l’esordio del giovane Comotto classe ’08 le sole note positive della serata.
A questo punto mi devo arrendere e rivedere le mie convinzioni. Evidentemente l’undici rossonero non può reggere la contemporanea mancanza di Gila, Rabiot, Modric, Pulisic e Ramos o della maggior parte di questi giocatori. Il tecnico dovrà farsene una ragione, per sé e per le ambizioni della squadra che, non dobbiamo dimenticarlo, sono la qualificazione in Champions e il passaggio del turno in Europa League. È vero che, come ha detto Amorim in conferenza post gara, non ci sia stata partita dopo il loro doppio vantaggio e l’inferiorità numerica. Aggiungo però che le responsabilità sono solo nostre!".
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