Jacobelli: "L'acclarato talento di Leao è direttamente proporzionale all’esacerbante discontinuità"
Nel corso del consueto appuntamento con la sua rubrica per Tuttosport "La domenica del 10 e Lode", Xavier Jacobelli ha parlato di Milan e dell'iniziativa del club rossonero di ricordare l'eterno capitano Franco Baresi con una patch sulle maglie che i rossoneri indosseranno per tutta la tagione:
"Oggi il Milan comincia la sua prima stagione senza Franco Baresi, rossonero per 54 dei suoi 66 anni, spentosi 23 giorni fa a Rozzano, dopo avere combattuto una lunga e dolorosa malattia con il coraggio e la forza d’animo che l’hanno contraddistinto per tutta la vita. Stasera, a Torino e per tutta la stagione, sulla manica delle maglie milaniste si leggerà la scritta diventata iconica nella mente e nel cuore di tutti, mai bisognosa di essere accompagnata dal nome che celebra: 6 Per Sempre. Passa veloce, il tempo, ma non cancella né incrina e nemmeno intacca il dolore e la malinconia suscitati dalla scomparsa del Capitano. Il tributo del club alla propria Leggenda è suggestivo, toccante, doveroso. Al tempo stesso, impegna la società e la squadra a onorare con il gioco e i risultati il fuoriclasse che in queste settimane ha ricevuto l’inchino del calcio mondiale. Milioni di tifosi rossoneri non hanno dimenticato le ambasce e i travagli culminati nel 5° posto a 70 punti, 17 in meno dell’Inter campione, che ha significato la mancata qualificazione alla Champions League. E come non ricordare la rovente, continuativa contestazione popolare contro la gestione RedBird, il cui imperdonabile peccato originale è stato il licenziamento di Maldini e Massara, deciso tre anni fa. Da allora, la squadra ha vinto soltanto una Supercoppa, ha cambiato 5 allenatori (Pioli, Fonseca, Conceiçao, Allegri, Amorim), ha salutato 5 dirigenti (Maldini, Massara, Furlani, Tare, Moncada), si è votata a una gestione collegiale modello Liverpool, sotto il comando di Gerry Cardinale, al cui fianco persiste la figura di Zlatan Ibrahimovic, quale primo consigliere del proprietario. Giova ricordare la nuova squadra dirigenziale, nel tentativo di capire chi faccia che cosa: Massimo Calvelli, amministratore delegato; Hendrik Almstadt, direttore sportivo e uomo mercato; Bobby Gardiner, responsabile dati e analisi strategica; Donato Lomonte, responsabile dipartimento ricerca talenti. Secondo un calcolo per difetto, fra annessi e connessi sinora Cardinale ha speso circa 150 milioni di euro, strapagando Ramos, chiamato a sfatare la maledizione del Numero 9, e Moreira, in Francia arditamente ribattezzato nuovo Marcelo; ingaggiando lo svincolato Gila. In uscita Gimenez, Nkunku, Tomori, Fofana e Odogu, Il Signor RedBird ha individuato in Modric, Maignan, Pulisic e Rabiot la spina dorsale della squadra, chiamata a riguadagnare competitività. Soprattutto, consenso presso una tifoseria che, per dirla con Galliani, non vede l’ora di ritornare nel proprio habitat naturale, alias Champions League, smaniosa com’è di rivincite negli anni dominati dalla Grande Dirimpettaia. Molto dipenderà dalla guida di Amorim, eccellente nel quadriennio Sporting (2 campionati, 2 Coppe e 1 Supercoppa del Portogallo); deluso e deludente nei 14 mesi vissuti al Manchester United (1 novembre 2024-5 gennaio 2026: 15° in Premier, sconfitto in finale di Europa League dal Tottenham, escluso dalle coppe europee, esonerato mentre occupava il 6° posto nel massimo torneo inglese). E poi c’è Leao, 27 anni, il cui acclarato talento è direttamente proporzionale all’esacerbante discontinuità, al principio di quella che sarebbe l’8ª stagione milanese: condizionale d’obbligo, considerato il pressing Galatasaray. «Se fossi stato compagno di Leao, qualche volta l’avrei preso per le treccine per fargli capire che qualcosa di diverso è bene anche Rafa faccia per il Milan », ha detto di lui Roberto Donadoni, per dirla ancora con il lessico gallianiano uno degli Immortali e degli Invincibili. Come Franco Baresi. È ora che il Milan onori sul campo chi è stato, è e sarà il Milan. Per sempre".

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