MN - Palladino: "Non volevamo lasciare il possesso al Milan, in modo di non farli entrare in area di rigore"
Raffaele Palladino, allenatore del Bologna, è presente in conferenza stampa al termine di Milan-Bologna, sfida valida per la nona giornata di Serie A. Segui in diretta le dichiarazioni del tecnico dei felsinei con il live testuale su MilanNews.it.
Vittoria da squadra tosta...
"Hai usato il termine 'questa è una squadra tosta' e mi è piaciuto, perché questi sono ragazzi tosti. Dal primo giorno in cui sono arrivato mi hanno ascoltato, hanno dimostrato di volermi seguire. Noi abbiamo cambiato tutto, abbiamo stravolto completamente tutto: sistema di gioco, principi, metodologia. Non era facile, in un mese e mezzo ribaltare tutto non era semplice. Merito di questi ragazzi, perché hanno questa predisposizione al lavoro, vogliono migliorarsi e credono di poter tornare, insomma, ad essere la squadra che abbiamo sempre seguito in questi anni e a prendersi queste soddisfazioni. Oggi venire qui a Milano non era facile, vincere a San Siro contro il Milan, squadra forte, è vero. È stata una bella partita, nel primo tempo sicuramente potevamo fare meglio a livello tecnico, quindi ci sono cose da migliorare, ma avevamo una pressione forte del Milan e quindi questo ci ha messo un po' in difficoltà. Siamo andati sotto 2-1 e poi sono stati tosti, l'hanno ribaltata e ancora una volta i cambi hanno fatto la differenza, perché Mbangula, che non giocava da tanto tempo, ha fatto gol, e quindi Miranda che è entrato, Heggem, Vitik, tutti i calciatori che hanno giocato poco in questo momento ma che, quando subentrano, fanno la differenza e danno energia positiva alla squadra. E noi dobbiamo ovviamente continuare così, perché questa è la strada giusta".
Però questa vittoria è anche merito suo...
"Io non mi prendo mai i meriti: semmai voglio fare i complimenti al mio staff, perché davvero l'hanno preparata bene. Sono stati bravi a darmi gli input giusti, perché io non sono da solo. Poi ho delle letture durante la partita, ma non sono da solo, lavoro insieme a uno staff di grandi ragazzi che si mettono a disposizione e cercano di aiutare la squadra. E poi c'è la squadra, perché vi assicuro che quando io do delle indicazioni queste vengono ascoltate, sembrano davvero dei robot, seguono tutto alla perfezione, alla lettera, e sono stati bravi. Poi, insomma, è bello vincere qua, siamo davvero molto felici, però non mi voglio prendere meriti che non ho, perché i meriti sono dei ragazzi e davvero si sono presi una bella soddisfazione. Però, al di là di questo, ho detto loro che dobbiamo goderci questa vittoria, ma la partita difficile è quella di sabato contro il Monza".
Era dai tempi di Batistuta che uno non faceva tripletta a San Siro contro il Milan...
"A me di Mbangula è piaciuta l'attitudine e lo spirito, perché adesso si dirà che ha fatto una tripletta. Bene, sono contento, contento lui, contenta la squadra, però lui è un ragazzo serio, ascolta, fa quello che deve fare e si mette a disposizione della squadra. Oggi ha difeso addirittura negli ultimi minuti, ha difeso da quinto di destra, stava dando l'anima in campo e l'ho tenuto fino alla fine; poi alla fine ho cambiato, ho inserito Cambiaghi che aveva più gamba per difendere e per ripartire. Siamo tutti quanti contenti, soddisfatti di questa vittoria, però vincere qua è bello ma non abbiamo fatto niente: sono solo tre punti che ci danno morale e dobbiamo pensare subito alla partita contro il Monza, che è quella più importante per noi".
Come sta Cambiaghi?
"Cambiaghi, dall'ultimo scatto contro il Cagliari, aveva sentito un leggero fastidio dietro al polpaccio e l'abbiamo tenuto a scarico due giorni, recuperandolo solo ieri nella rifinitura. Da qui nasce la scelta su Mbangula, però probabilmente, anche se fosse stato bene, gli avrei concesso un turno di riposo, perché comunque tre partite in una settimana... Anche Miranda non è sceso in campo, quindi ho preferito fare un leggero turnover pensando anche alla partita di Monza. Arriviamo a una partita per noi importante contro il Monza, contro la mia ex squadra e davanti ai nostri tifosi: è arrivato il momento di cercare di fare punti. Ci arriviamo bene, ma dipende da come ci arrivi di testa, perché se ti senti più forte di quello che sei rischi di topparla, e noi non ce lo possiamo permettere. Se vogliamo risalire e rompere le scatole là davanti, dobbiamo arrivare a queste partite con la mentalità giusta e non bisogna sbagliare l'atteggiamento".
Odgaard ha giocato molto bene in un ruolo non suo.
"Uno dei migliori in campo stasera. Si parla poco di lui, ma ha fatto un grande lavoro per la squadra: ha difeso, ha attaccato, si è mosso tanto, ha messo in apprensione tutta la retroguardia del Milan e ha fatto l'assist, quindi sono molto contento della prestazione che ha offerto. Lui è un grande lavoratore, si mette a disposizione quando viene chiamato in causa e dimostra il suo valore, esattamente come dovrà dimostrarlo Dovbyk se verrà chiamato in causa. Noi aspettiamo adesso i rientri di Orsolini e di Piccoli; non dimentichiamoci che abbiamo tanti giocatori fuori in attacco e siamo un po' rimaneggiati, ma oggi quelli che hanno giocato hanno sostituito egregiamente i compagni".
Che partita ha preparato?
"Abbiamo preparato un tipo di partita sapendo che il Milan avesse tanto palleggio, e non volevamo lasciare loro troppo possesso palla perché, se non sbaglio, è forse la prima o la seconda squadra in Serie A per gestione della palla; quindi volevamo cercare di andare a prenderli il più avanti possibile e portarceli il meno possibile nella nostra area di rigore. Infatti, sia il primo che il terzo gol sono nati proprio da una riconquista alta. La squadra sa quando difendersi in blocco basso, sta iniziando a capirlo, e sa quando andare a prendere gli avversari alti: stiamo diventando squadra, stiamo capendo quando fare questo e lo stiamo facendo bene. Ovviamente ci vuole la condizione fisica per fare questo tipo di lavoro, perché non è facile avere 70 metri di campo alle spalle e poi avere dello spazio da riattaccare quando recuperi palla in posizione arretrata, ma stiamo migliorando. Dobbiamo crescere, ma stiamo migliorando tanto".
Cosa ha detto alla squadra all'intervallo?
"Venire qui a San Siro, andare in vantaggio e poi subire due gol andando sotto... potevamo crollare, e invece siamo rimasti in partita. È un aspetto che a volte si guarda poco. A fine primo tempo abbiamo aggiustato due o tre cose che potevamo fare meglio, perché troppe volte sulla riconquista palla la concedevamo agli avversari e non riuscivamo mai a ripartire; troppe volte abbiamo attaccato poco la profondità, risultando troppo sterili nel gioco, mentre nel secondo tempo l'abbiamo fatto decisamente meglio. È vero che il Milan ha messo dentro Modrić e quindi non ci veniva più a prendere uomo contro uomo; a quel punto ho preferito cambiare la catena di sinistra con Cambiaghi e Miranda per andare a cercare di vincere la partita. Sono stati bravi quelli che sono subentrati e abbiamo avuto una grande reazione, da grande squadra".
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