Adebayor nicchia, il Milan vira su Eto'o
"Io sono molto felice all’Arsenal. Le voci che mi danno in partenza sono solo spazzatura. Io amo il club e i tifosi". Con queste dichiarazioni rese al sito inglese "SkySports.com", Emmanuel Adebayor si taglia fuori dalla rosa dei papabili per l’attacco del Milan della prossima stagione. Poco dopo, il suo allenatore, Arsene Wenger, ha rincarato la dose: "Se il Milan vuole Adebayor che me lo venga a chiedere: avrà la risposta che si merita". Insomma, un taglio netto alle voci di mercato. Che non si arrestano però. Perché, come si suol dire, si chiude una porta e si apre un portone. Ieri si sono incontrati a un tavolo Galliani, Bronzetti e l’agente di Eto'o, l’avvocato Josè Maria Mesales. Il tutto, ovviamente, previo consenso del Barcellona. Il Milan non sgarra in materia di savoir-faire. Risultato: c’è la disponibilità della punta camerunese a giocare in rossonero e le due parti non faticheranno a raggiungere un accordo di quattro o cinque anni. Dopodiché si parlerà con il Barcellona, ma non si tratta di una mera formalità. Eto’o costa tanto, i blaugrana hanno avanzato una richiesta di 50 milioni di euro. E poi, a pensarci bene, per quanto sia indiscutibile il talento della stella africana, il Milan ha bisogno di altro. Di una prima punta, come lo è il camerunese d’altronde, ma di quelle forti di testa e che faccia salire la squadra. Un centravanti boa insomma. Amauri sarebbe stato l’uomo giusto al posto giusto: motivatissimo, neanche troppo costoso se paragonato ad altra “merce” europea e soprattutto ideale per lo scacchiere di Ancelotti. L’immobilismo dei dirigenti rossoneri, inermi dinnanzi alle trattative tra Juventus e Palermo condotte alla luce del sole, è da condannare. Ma adesso è inutile piangere sul latte versato. Di certo, Borriello non può rappresentare la panacea per tutti i mali milanisti, con tutto il rispetto per il 26enne napoletano, che ancora ha tutto da dimostrare in palcoscenici di primissimo piano. L’identikit porta a uno tra Drogba e Adebayor. Due giocatori di sicuro rendimento, ma il togolese è avvantaggiato dalla carta d’identità - 24 anni contro i 30 dell’ivoriano. Sì, d’accordo, certe dichiarazioni hanno troncato tutto sul nascere. Ma potrebbero anche essere un inno alla retorica. Staremo a vedere.
Per il resto, è di ieri l’ufficialità del rinnovo di Paolo Maldini. Un ossequio al sempiterno capitano, condottiero di tanti successi e mostro sacro dello spogliatoio. Ma lo scricchiolio dei suoi legamenti è il segnale che la difesa non è ancora a posto. Per rinverdire un reparto arretrato decisamente avanti con gli anni, occorre un importante sforzo della società. Investimenti mirati, come quello possibile su Zapata, centrale colombiano di 22 anni in forza all’Udinese. Gli ammiccamenti ci sono stati, ma non sarà facile convincere i friulani a privarsene.
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