Ancelotti: "Mi sono rotto"
"Ora mi sono proprio rotto. C'è da correre". Frase dura, perentoria, severa. Frase da sergente di ferro, esclamazione non da Ancelotti, non certo da clima Milan, da sempre rinomato per la sua armonia e familiarità. D'altra parte le risposte date da quella che doveva essere una sorta di "Invincibile Armata", considerati anche gli ingenti sforzi societari in campagna acquisti, non sono certo quelle sperate. Aggiungiamoci le grandi aspettative che giocoforza gravano su chi fa l'allenatore di una squadra come il Milan, e le parole di Galliani di inizio stagione, ed ecco che il gioco è fatto.
Sicuramente non concorrerranno a migliorare la situazione i primi nomi di possibili sostituti che iniziano ad essere stilati dalla stampa e dai vari media. Ipotesi, quella di un avvicendamento, alla quale non crediamo ma che per onor di cronaca riportiamo: Rijkaard, Van Basten, Spalletti (da giugno) sono le ipotesi più accreditate, anche se restiamo certi che già con un successo domenica su tutto il pianeta Milan potrebbe ritornare a splendere il sole.
A meno che il giocattolo non si sia rotto. Come Ancelotti.
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