Ancora lacrime che fanno paura

Ancora lacrime che fanno paura MilanNews.it
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
domenica 21 ottobre 2012, 22:00Primo Piano
di Emiliano Cuppone

Nel tracollo dell’Olimpico di Roma arrivano, quasi a sancire la crisi nera del Milan, le lacrime di Alexandre Pato.
Al rientro dopo l’ennesimo infortunio, si sperava potesse essere un bel momento per il papero, descritto come pienamente recuperato e pronto a lasciarsi alle spalle i tanti stop degli ultimi due anni. Non vedeva il campo in campionato dallo scorso febbraio, in un calvario che secondo i medici sembrerebbe arrivato al capolinea finalmente, ma il ritorno è coinciso con un tuffo nel vuoto totale della stagione del Milan.
Nell’immediato del gol di Candreva, splendido balisticamente e devastante per il morale rossonero, Alexandre Pato si è lasciato andare in una dimostrazione di sconforto e rabbia inconfondibile, gli occhi rossi e lucidi, le labbra strette fra i denti ed una delusione visibile a tutti.
Difficile interpretare questa reazione, comprensibile da un lato e misteriosa dall’altro. La speranza è che quelle lacrime siano sintomatiche di un attaccamento alla maglia, di sofferenza vera per una squadra che tanto ha creduto in lui in questi anni racchiusi fra gol, grandi giocate e tanti problemi muscolari.

La paura, però, è che quelle lacrime siano il segno tangibile di una certa fragilità psicologica e, ancora peggio, di una certa insofferenza di un talento che si vede “prigioniero” di una squadra senza prospettive.
Abbiamo ripetuto all’infinito negli ultimi mesi che il ragazzo di Pato Branco è l’unica vera speranza cui possono attaccarsi i tifosi del Milan, l’unico elemento di spessore vero e proprio, la punta di diamante di una squadra che ha perso in un colpo solo tutti i suoi gioielli. Con un Boateng in condizioni imbarazzanti e visibilmente svogliato (anche per lui si teme l’irrefrenabile voglia di un addio, a maggior ragione dopo l’ennesima bocciatura di Allegri, culminata nella sostituzione di ieri), è Pato l’unico barlume di luce nel futuro di un diavolo sin qui da retrocessione.
Il Psg è sempre in agguato, era stato molto più che vicino al brasiliano l’anno scorso, l’amico e mentore Leonardo farebbe carte false per portarlo all’ombra della Tour Eiffel, il maestro Ancelotti è pronto ad accoglierlo a braccia aperte, l’amico Thiago Silva (da quanto ci riferiscono felicissimo a Parigi e molto più convinto di Ibra sulla scelta fatta in estate) potrebbe essere il primo sponsor. Attenzione quindi ad Alexandre Pato, a quelle lacrime che tanto possono dire o celare sulla situazione psicologica di un giocatore evidentemente fragile (sotto tutti i punti di vista) e bisognoso di certezze e garanzie, perché perdere anche lui sarebbe pari al recitare il de profundis per un Milan spaventato addirittura dallo spauracchio Serie B (sarà pure una provocazione, ma la classifica dice questo).