Basta l'esilio del bandido

Basta l'esilio del bandidoMilanNews.it
© foto di ALBERTO LINGRIA
lunedì 29 novembre 2010, 12:00Primo Piano
di Stefano Maraviglia

E' finita così con un Clarence Seedorf palesemente stanco e un Ronaldinho entrato solo per vivere da vicino il triplice fischio del direttore di gara. Potrebbe essere questo il riassunto di Sampdoria-Milan, vista dalla panoramica del brasiliano. L'ennesima sostituzione last-minute che oltre a beffare il n.80 moralmente e non solo, spinge ad una riflessione assolutamente sensata: "Sicuri che il Gaucho nell'ultima mezz'ora non sarebbe riuscito a fare meglio dell'olandese che, stazionava nella trequarti avversaria contribuendo quasi per niente alla manovra rossonera?". Un interrogativo che non può essere smentito dalle prove, vista la manciata di secondi riservata a Dinho, inutile anche a livello statistico.

Qualcuno ha parlato di una manovra "pilotata", altri han ipotizzato che il giocatore oggi, non sia in piena condizione, la logica però porta a trarre delle conclusioni: almeno uno spezzone del match, poteva e doveva vedere Dinho tra i protagonisti. La buona prestazione offerta dalla squadra contro la Samp, non può riempire lo stomaco e tanto meno la bocca di tifosi e addetti ai lavori, le ultime carte per battere avversario e sfortuna, Allegri poteva giocarle un po' meglio, ovvero un po' prima. Nessuna dietrologia sull'esilio vissuto dal nazionale verdeoro, pure e giustificate scelte tecniche, ma ciò che ci si auspica è che vi sia maggiore elasticità e flessibilità di tali decisioni. Il risultato in bilico con inerzia a favore del Milan, deve incentivare chi di dovere a provare la "giocata da tre punti", anche se tale scelta si chiama Ronaldinho che allo stato attuale, non riesce a garantire l'intero arco del match.