Bomber cerca assistman
I numeri di questo ragazzo parlano chiaro, siamo al cospetto di un bomber, senza definirlo fenomeno o campione (cosa che si potrebbe anche azzardare attenendoci alle prestazioni e, soprattutto, all'impatto che ha sulle gare) Stephan El Shaarawy non smette di stupire.
Di oggi la stima de "La Gazzetta dello Sport" per la quale la punta rossonera bucherebbe i portieri avversari una volta ogni tre tiri (le nostre stime sarebbero leggermente inferiori, ma la differenza è relativa), dati da capogiro, con una capacità realizzativa pari al 33%. Il sintomo è chiaro, se il Faraone è servito come si deve (a volte non è neanche necessario perché i tiri, che una volta su tre diventano reti, se li costruisce da solo) le possibilità di vittoria schizzano alle stelle.
Tutto sta a metterlo nelle migliori condizioni di andare in porta, poi al resto ci pensa lui, dotato di tecnica e potenza di tiro (ricordate il primo gol a Napoli e quello con l'Udinese), velocità nell'esecuzione (non sono un caso le reti "fotocopia" con il Cagliari, il secondo, lo Zenit ed il Parma), senso del gol (si guardi a quelle siglate con Genoa, Chievo ed il primo di Catania) e chirurgica precisione (cerca e trova con puntualità il secondo palo come con la Lazio, nella seconda rete al Napoli e nella terza al Catania, con quel tiro rasoterra che è il suo marchio di fabbrica).
Per gennaio si parla, e tanto, di Mario Balotelli quale rinforzo per questo nuovo Milan che prova a crescere trascinato da El 92, cui vorrebbe affiancare un partner potenzialmente ideale. Nessuno dimentica la rete in Nazionale di El Shaarawy con la Francia, propiziata proprio dal movimento ad uscire di Balotelli che ha consentito a Montolivo di servire il Faraone in profondità.
E' evidente che fra i due, potremmo dire anche i tre includendoci il Caravaggio, ci sia sintonia e complementarietà. Allo stesso tempo, però, in azzurro possono contare sulle geometrie di Andrea Pirlo, i piedi buoni di Marchisio o De Rossi, tutta gente capace d'innescare quei meccanismi offensivi che portano a far male all'avversario.
Nel diavolo, Montolivo a parte, non c'è nessuno in grado di metter in moto con puntualità quella macchina del gol che è rappresentata da El Shaarawy (che con Balotelli potrebbe diventare micidiale). Troppo spesso il Faraone è costretto ad andare a cercare l'uno contro uno solitario, ricevendo il pallone sui piedi, magari spalle alla porta, quando ci sarebbero le condizioni di lanciarlo nello spazio, situazione in cui diventa incontenibile.
Di fatto, più che un partner offensivo, potendo contare su un'ampia rosa di compagni in quel reparto, tutti con caratteristiche differenti, ad El 92 potrebbe giovare un mediano, piuttosto che una mezz'ala, capace di innescarlo in velocità, senza rallentare l'azione, cercando con immediatezza la profondità. All'italo-egiziano, così come a Montolivo, farebbe bene avere alle spalle un compagno che faccia più del passaggio corto all'indietro di De Jong, che abbia qualità tecnica e tempo del passaggio migliore rispetto ad Antonio Nocerino. Ben venga Mario Balotelli (sempre che la cosa sia fattibile, sempre che ci sia qualcosa di concreto, questioni sulle quali i dubbi sono tanti), ma magari dopo aver puntellato la mediana con gente capace di servire le punte come si deve, che sappia duettare con Montolivo e concedergli la possibilità di alzare il baricentro del proprio gioco, per creare quell'alchimia che esalterebbe ancor di più il ragazzo da un gol ogni tre tiri.

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