C'è qualcosa che non va
Gioco e punti: c’è qualcosa che non va in questo Milan. Dopo l’1-1 di Lecce il bilancio delle ultime quattro giornate parla di una sconfitta, una vittoria e due pareggi e Allegri fa bene a preoccuparsi, o meglio a cercare di capire cosa non funziona, se si considera che l’unico successo delle ultime quattro giornate, quello di Cagliari, era stato fortunoso come aveva ammesso per primo lo stesso allenatore rossonero. Il problema principale è sempre lo stesso: il Milan è Ibra-dipendente. Può capitare una volta che segni Strasser , ma se non va in gol lo svedese, la squadra di Allegri fa molta fatica a vincere. La novità è che le prodezze del numero 11 non bastano più, e questo perché la difesa nelle ultime partite sta soffrendo troppo. Dopo i quattro gol presi in casa dall’udinese, nemmeno il ritorno di Nesta ha dato sicurezza a un reparto che nel secondo tempo di Lecce ha ballato parecchio. Prima del gol di Olivera, i pugliesi avevano già sfiorato il pareggio due volte e Amelia si era salvato anche grazie al palo. L’altra nota negativa è la discontinuità di Pato, un problema vecchio.
Il Papero reduce dalla doppietta all’Udinese, ha sonnecchiato per tutta la gara del via del Mare facendo anche arrabbiare Ibrahimovic e Gattuso per il suo egoismo. Per questo ci si aspettava di vedere in campo Cassano già dopo l’intervallo, ma Allegri lo ha inserito soltanto al 27’ del secondo tempo e questa volta l’assist di “Fantantonio” non è stato sfruttato da Ibra che nel finale sul 1-1 ha avuto la palla della vittoria. Forse però paradossalmente è meglio che sia andata così per il Milan: Ibrahimovic non può mascherare sempre i problemi e risolvere le gare da solo. Col suo capolavoro, undicesimo gol in campionato, sembrava averlo fatto dopo un primo tempo giocato a ritmi bassissimi da Seedorf e soci. Anche su quello si deve interrogare Allegri che si è detto soddisfatto perché i suoi hanno chiuso all’attacco la gara. Per mantenere il vantaggio sulle rivali il Milan però non potrà più aspettare di subire gol per reagire e il tecnico non potrà più attendere così tanto per giocarsi il jolly Cassano. Il campionato resta nelle mani della capolista che ha comunque quattro punti di vantaggio su Lazio e Napoli, ma la vera rivale, l’Inter del traditore Leonardo si sta avvicinando e potenzialmente potrebbe essere dietro di soli tre punti. E adesso che il Milan deve dimostrare di essere diventato davvero più forte dei cugini, zittendo chi ha profetizzato un altro scudetto nerazzurro.
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