Cercasi disperatamente Robinho
Poca samba, anche se la musica del Meazza è alta e la pista promette spettacolo. Contro il piccolo Bari di questa stagione, infatti, i tre tenori rossoneri, Ibrahimovic, Pato e Robinho, avrebbero potuto e dovuto divertire divertendosi, strappando applausi a scena aperte. Tutto al contrario… Il Milan stecca, con il suo brasiliano più estroso e funambolico fuori dalle danze. Robinho non incide, sbattendo spesso e mal volentieri contro il muro bianco di Mutti, manifestando, dunque, un evidente calo fisico. Non a caso, infatti, la coppia d’oro che aveva trascinato il diavolo nella parte centrale della stagione (naturalmente, Ibra e l’ex City), è un po’ scoppiata: il feeling tra i due sembra essersi trasformato in un capolavoro da restaurare, promettente e prezioso ma decisamente invecchiato per essere definito tale.
Il brasiliano non brilla, non sguscia mai, si limita a svolgere il compitino, il più delle volte sbagliandolo… Insomma, una prestazione sottotono, dopo la prova non certo esaltante di Londra, con tanto di gol facile facile divorato a tu per tu con la linea di porta di Gomes. Quest’oggi, invece, il numero settanta rossonero fa fatica anche solo ad avvicinarsi ai pali di Gillet, che lo ammira dalla distanza pasticciare con il pallone tra i piedi. Con il senno di poi, l’impiego di Cassano dal primissimo minuto, avrebbe potuto dare una scossa diversa al match. Adesso, con Ibrahimovic fermo per squalifica, un Palermo alle porte e un derby che si avvicina a grandi passi, sarà dura per Robinho rifiatare.
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