Come cambia il Milan con Ronaldinho

Come cambia il Milan con RonaldinhoMilanNews.it
lunedì 21 luglio 2008, 10:14Primo Piano
di Daniele Valenti

Scacco matto. Dopo due anni di tira e molla, Ronaldinho è finalmente rossonero. Improvvisamente hanno finito di piovere addosso al Milan critiche al vetriolo per il suo immobilismo. I tifosi, dapprima infuriati, adesso gioiscono. E soprattutto - guardando dall'ottica della società - sottoscrivono abbonamenti. C'è da capirli, i tifosi, loro non devono fare la formazione. Carlo Ancelotti, lui sì che avrà una bella gatta da pelare. Non è un mistero che il tecnico prediligesse una prima punta, Eto'o, Adebayor o Drogba che fossero. In barba ai suoi condivisibili desideri, ha prevalso ancora lo stile Milan. "Bel giuoco" - come ama dire Berlusconi - a sostegno dei risultati. Ed ecco che è già in rampa di lancio il trio delle meraviglie "Ka-Pa-Ro": suonerà male a pronunciarlo, ma tutto lascia presagire che farà bene sul campo. "Pato? Imparerà a giocare da prima punta": le parole di qualche tempo fa di Ancelotti non lasciano adito a dubbi. Dietro di lui agiranno un ex Pallone d'Oro e FIFA World Player, Ronaldinho, e il suo "pari grado" attuale, Kakà. Checché ne dica il presidente, dunque, l'albero di Natale sarà lo schieramento in pianta stabile del Milan. La squadra, nell'ultima stagione, ha sofferto difese chiuse. La soluzione più logica sarebbero stati i cross dal fondo per un'eventuale ariete. No. La chiave di volta dovranno trovarla "i fantastici tre", con un tiro dalla distanza, una serpentina e magie varie.

Gli amanti del calcio già sognano. I gregari del centrocampo rossonero, al contrario, hanno gli incubi. Gattuso e Ambrosini dovranno portare la croce per un fenomeno in più, con l'altro "cantore" - Pirlo - a tessera la tela per gli attaccanti. Per fortuna la società ha posto un tassello importante sulla mediana con Flamini, prelevato a parametro zero dall'Arsenal non senza strascichi (chi ha detto Adebayor?). E non dimentichiamoci di un certo Emerson, che deve riuscire a venir fuori dalle sabbie mobili degli infortuni. In ogni caso, la squadra è decisamente più competitiva. Zambrotta non sarà più il macina-chilometri della Juventus, ma è ancora uno dei migliori terzini in circolazione. Antonini è una (buona) scommessa, o giù di lì. Un po' come il promettente Borriello. "Promettente" per l'appunto; ma dopo un'annata da incorniciare e 19 gol, è il momento di dargli fiducia. Resta da sciogliere il nodo portiere. "Partiranno tutti e tre (Dida, Abbiati e Kalac, ndr) alla pari", ripetono da Milanello. E la difesa? Così com'è dà garanzie, ma occorre ringiovanire un reparto la cui età media fa scattare il campanello d'allarme. La dirigenza assicura che il mercato in entrata è chiuso, ma spesso abbiamo visto che le vie del calciomercato sono infinite. Ulteriori rinforzi o no, adesso sono gli altri che devono temere il Milan. Una squadra forte, con un Dio del calcio in più. E scusate se è poco.