Contro il Tottenham un Milan deludente. A Londra serve un miracolo

Contro il Tottenham un Milan deludente. A Londra serve un miracolo MilanNews.it
© foto di Tiziano Crudeli
giovedì 17 febbraio 2011, 00:00Primo Piano
di Tiziano Crudeli

Il calcio italiano può essere competitivo ai massimi soltanto se, oltre alla corsa, punta sulla tecnica.. Quando nelle competizioni europee ci confrontiamo sul piano fisico e atletico le squadre avversarie, soprattutto quelle inglesi, sono più abituate di noi al calcio muscolare e ai ritmi frenetici e, come logica conseguenza siamo destinati, a subire. Il Milan contro il Tottenham per tutto il primo tempo non è riuscito ad opporsi al la forza fisica, la capacità di corsa, il pressing e l'aggressività dei ragazzi di Redknapp. Un Milan lento nella circolazione della palla che si affidava a verticalizzazioni assolutamente improduttive. L'imprecisione e gli errori dei suggerimenti rossoneri facevano il resto anche perchè gli avversari non davano tregua ai portatori di palla. Seedorf è sembrato un pesce fuor d'acqua. Ancora una volta è emersa la sua scarsa mobilità. Clarence avulso dalla manovra e spaesato girava sistematicamente a vuoto preso in mezzo dalla frenesia di Van der Vaart e compagni. Era come se al motore del Milan mancasse un cilindro. Allora viene spontaneo domandarsi: perchè schierarlo in un match dove, era risaputo che i valori atletici sarebbe stati più importanti di quelli tecnici? Per la verità non è che compagni di reparto facessero meglio.

In effetti Gattuso, Thiago Silva e Flamini hanno sofferto la superiorità numerica, la velocità e l'aggressività di Lennon (imprendibile per Antonini), Sandro, Palacios, Pienaar e Van der Vaart. Nel secondo tempo la musica è in parte cambiata. Rossoneri, più determinati e più rapidi, si sono riversati nella metà campo del Tottenahm prendendo d'assalto, anche in maniera confusionaria, la porta difesa dall'ottimo Gomes. Il portiere brasiliano si è reso protagonista di due strepitosi interventi su due splendide capocciate di Mario Yepes. Pato, entrato in sostituzione di Seedorf, non ha fatto cose straordinarie, ma pure Ibra è stato la pallida ombra del magnifico giocatore di alcune precedenti partite. Poi la beffa del gol subito in contropiede nel momento migliore, quando il Milan stava attaccando a spron battuto. Il gol giustamente annullato, l' intervento scorretto di Flamini, la rissa finale di Gattuso, fanno parte di un quadro poco edificante che aumenta la delusione. Per compiere un miracolo nel match di ritorno a Londra serve un super Ibra, ma anche una super squadra in grado di fornire un'adeguata assistenza agli attaccanti, altrimenti il Milan scade di livello e rischia di entrare in una dimensione modesta. Questo vale per la Champions ma pure per tutte le altre competizioni.