DINHO-KAKA' da urlo, ma Sheva no!
Ronaldinho alle 12,30 sarà a Milano, mercoledì 16 luglio sarà un grande giorno. Samba Milan, e vai. Ronaldinho più Kakà più Pato: assortimento da lustrarsi gli occhi, roba da nascondere il pallone ai difensori avversari. Meglio ancora: con tre signori così di palloni ce ne vorrebbero tre, uno a testa. Dicono che Ronaldinho sia sul viale del tramonto, che il Milan non ha fatto un affare (a proposito: che trattativa estenuante!), che è la solita scorciatoia per mascherare limiti strutturali. Non sono d'accordo. Ronaldinho ha 28 anni: ti ricordi degli ultimi sei-sette mesi, scialbi, e immagini che Ronaldinho sia quello. No, non è quello.
Ronaldinho è il signore che ha incantato il mondo per almeno quattro o cinque anni, che ha motivazioni forti, che non vede l'ora di riscattarsi e che in coppia con Kakà – entrambi al servizio di Pato, Borriello o Inzaghi – farà cose eccezionali. E' vero che al Milan sarebbe servito (servirebbe?) un tipo alla Adabayor, ma siccome Ancelotti è un trasformista alla fine troverà la soluzione giusta. Qualche altro appunto sparso sul prossimo Milan: mi dispiacerebbe se fosse ridimensionato Seedorf, gran giocatore e splendida persona. Adesso il prossimo passo sarebbe Shevchenko: io spero di no (infatti la quotazioni sono in discesa) perché in quel caso sarebbe giusto cedere Borriello che già così è abbastanza chiuso e non sicuro del posto. Cosa servirebbe al Milan per essere perfetto? Un portiere alla Boruc, possibilmente Boruc. E un difensore alla Zapata, possibilmente Zapata. Saremmo ai confini di un Milan fantastico, inarrestabile.
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