Due cessioni valgono un'esplosione
Intervenuto ieri a "Radio Monte Carlo", Adriano Galliani ha espresso un concetto certamente interessante: "Ibrahimovic era un grande lusso al quale abbiamo dovuto rinunciare. Con Ibra, forse, El Shaarawy non avrebbe fatto quello che ha fatto. Non ho la controprova ma io la penso così". I numeri di queste settimane non ammettono repliche: il giovane attaccante ha fin qui disputato diciannove presenze, 1526 minuti e realizzato 12 reti. Lo scorso anno, dopo lo stesso numero di partite, l'ex Padova si era accontentato di sette apparizioni e 179 primi complessivi. Una differenza sostanziale dovuta sì agli incredibili progressi di Stephan, ma anche ad una concorrenza meno agguerrita all'interno dello spogliatoio.
Oltre all'assenza di Ibrahimovic si è aggiunta quella di Antonio Cassano, il cui ruolo in campo sarebbe stato simile a quello del talento numero 92. Lo stesso El Shaarawy lo ha ammesso con grandissima serenità e naturalezza, all'interno dell'intervista rilasciata a "Il Correre della Sera": "Le cessioni hanno influito sulla mia crescita? Non lo posso sapere. Resta il fatto che con le partenze di Ibra e Cassano si sono liberati due posti importanti". Bisogna però sottolineare che, a seguito dei trasferimenti illustri, il Faraone si è preso il Milan sulle spalle con personalità e leadership: qualità che nell'ultima stagione potevano anche essere rimaste sopite, ma che non si acquisiscono automaticamente con la vendita di alcuni pezzi pregiati. In tutto questo a sorridere è soprattutto il Milan che, sebbene privato dei suoi top player, si è ritrovato in casa un vero e proprio gioiello.

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