...E alla nona si fermò
Zlatan Ibrahimovic, fiore all'occhiello del mercato rossonero, si è immediatamente calato nei panni richiesti e previsti, disputando tutte le gare del Milan dalla trasferta di Cesena a quella di Madrid: un totale di 810 minuti per lui, che sarebbero stati 900 se non fosse arrivato in prossimità della prima giornata contro il Lecce. Un vero tour de force, impreziosito da cinque decisivissime reti e assist importanti: Ibra non si è fermato neanche con la Nazionale, nonostante qualche piccolo problemino muscolare di affaticamento, segno di una struttura fisica invidiabile e lontana dai rumours di pubalgia. L'ultima gara di Ibra, tuttavia, in quel Santiago Bernabeu ora casa del suo ex tecnico Mourinho, è stata senza ombra di dubbio la peggiore da quando veste la maglia del Milan. Una vasta serie di fattori, senz'altro, hanno contribuito a questa prova insufficiente: dalla stanchezza evidente, alla gabbia creatagli ad hoc dal portoghese, allo scarso apporto dei compagni e al valore elevato degli avversari. Allegri si è reso conto che lo svedese non è un "dio" e, com'è ovvio, non può farsi carico per tutta la stagione dell'attacco rossonero: l'ultima indiscrezione, infatti, parla di un eventuale turno di riposo per Ibrahimovic contro il Napoli.
Non è però da escludere che, al posto dell'ex Barcellona, venga spodestato Ronaldinho: vera e propria delusione della serata madridista. Il Gaucho, oltre all'insoddisfacente prestazione, ha riportato anche un problema muscolare, quindi al momento il suo impiego contro i partenopei non è assolutamente certo. Chi, invece, sembra in rampa di lancio per una maglia da titolare è Robinho: il brasiliano, nella notte spagnola, è stato l'unico attaccante a creare scompiglio e pericoli a Casillas & co., andando vicino anche alla rete dell'ex nel finale. Allegri pare volersi affidare al numero 70, con la speranza che anche Pato possa riprendersi dopo la serataccia contro Mou e soci. Nell'attesa che Ibra torni "Cadabra", vanno vagliate obbligatoriamente altre ipotesi e, per il presente e per il futuro, Robinho sembra una delle scelte più azzeccate e intelligenti.
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