Galliani scatenato: che svolta
Ibrahimovic, Robinho, Cassano: in 6 mesi il Milan ha compiuto una rivoluzione offensiva degna di una simulazione manageriale di ultima generazione. Nemmeno il videogame più impazzito avrebbe potuto immaginare uno stravolgimento simile. Il merito va alla rinnovata aggressività sul mercato di un Galliani pigliatutto. Se l'operazione per lo svedese era stata un capolavoro, altrettanto preziosa è stata l'acquisizione di Antonio Cassano. Il talento di Bari vecchia arriva a prezzo di saldo e permette di dare il benservito ad un Ronaldinho sempre più lontano dall'undici titolare.
L'amministratore delegato rossonero è letteralmente scatenato: il triplete dell'Inter (a cui si sono uniti i due successi nell'attuale stagione) ha cambiato completamente l'approccio al mercato. Memore del recente passato a tinte nerazzurre, l'esperto dirigente ha tirato fuori dal cilindro tutte le sue doti, venendo nominato, non a caso, per il premio "Best club director 2010".
L'acquisto di un grande ex come Ibra aveva ampiamente acceso il derby. Il gol su rigore che ha riportato la stracittadina alla società di via Turati ha gasato ulteriormente l'ambiente che, nonostante la sconfitta con la Roma nell'ultima giornata dell'anno solare, si gode un primato frutto dell'ottimo lavoro svolto in campo e fuori.
Se l'Inter aveva approfittato della diatriba Pandev-Lotito, il Milan ha colto al volo l'opportunità di portare a Milanello Fantantonio, in totale rotta di collisione con il presidente blucerchiato Garrone, dopo una storia d'amore favolosa che aveva addirittura portato la Samp a disputare i preliminari di Champions League.
"Se parte un big, arriva un big" è stato il motto di una intera estate, prima della svolta. Un cambio di rotta che si deve leggere nelle ultime dichiarazioni di Galliani che chiede a gran voce almeno un trofeo nel 2011. Insomma, è davvero scoccata l'ora del cambiamento, dopo le troppe rincorse al terzo posto, l'ultimo utile per la qualificazione in Champions League.
Una modifica che non vuole però stravolgere la concezione di gioco rossonera: l'imminente partenza di Ronaldinho, non significa che il Milan perda il suo spirito brasiliano. Parola di Alexandre Pato che, così come avvenuto per l'arrivo di Ibra, consacra i piedi di Cassano e li eleva al livello di quelli dei migliori interpreti della Selecao. Il ritmo rossonero resta quindi a tempo di Samba e il ritorno del Papero completerà un tandem da urlo in zona gol, con cui Allegri avrà solo l'imbarazzo della scelta. Al termine del ritiro del Dubai, il tecnico livornese affronterà la sua ex squadra, il Cagliari e potrebbe lanciare il neo numero 99 dal primo minuto, riportando tra i convocati l'asso brasiliano che, dopo l'infortunio di Palermo, vuole lasciarsi alle spalle tutti gli acciacchi vissuti negli ultimi 365 giorni per rilanciarsi agli occhi di tutto il panorama calcistico mondiale.
La rinnovata competitività, oltre a riscaldare il cuore dei tifosi, impone un proseguimento su questa strada: il taccuino dell'attacco può finire in soffitta, adesso servono rinforzi per il reparto arretrato, per provare con concretezza l'assalto sui tre fronti. I sogni si chiamano David Luiz e Fabio Coentrao, due elementi per cui sarà fondamentale la buona mediazione con l'amico Rui Costa, ds delle aquile del Benfica.
L'unico vero disturbo pre-natalizio proviene dai cugini: l'arrivo in panchina di Leonardo sarebbe un colpo al cuore per Galliani, suo primo sostenitore nell'avventura milanista. Un rischio sempre più concreto visto che Rafa Benitez non potrà addentare il panettone nerazzurro. Lo sfogo dopo il mondiale per club gli è costato il posto: l'ira di Moratti, esplosa per uno sgarbo pubblico tanto evidente quanto inopportuno (sarebbe stato corretto e giustificato a Settembre, non dopo aver battuto le modestissime Seognam e Mazembe), non si è placata. Dopo 6 mesi e 2 tituli, peraltro parzialmente ereditati dalla pesante ombra di Mourinho, l'uomo di Istanbul lascia Milano, consapevole di non tornare, vista l'inimicizia dell'ambiente rossonero. Da questa esperienza avrà sicuramente imparato che è meglio concentrarsi sui propri mali, invece di rivendicare successi del passato (scordando peraltro la rivincita presa dal Diavolo ad Atene). Il dopo Rafa potrebbe così coinvolgere un personaggio legato alla storia recente del Milan. Ma non solo. Rispuntano le voci sul possibile approdo di Kakà alla corte di via Durini: il brasiliano andrebbe a ricomporre, insieme al tecnico, un tandem che aveva fatto faville in quel di Milanello. Con questo possibile doppio sgarbo, il patron nerazzurro tenterà di rispondere all'affronto Ibrahimovic (e al sogno sempre attuale dell'approdo in rossonero di SuperMario Balotelli), consapevole che a meno 13, seppur con due partite da recuperare, fa davvero freddo.
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