Giustizia è fatta!
La stangata che ha giustamente "bocciato" in toto l'atteggiamento di Gennaro Gattuso nel post di Milan-Tottenham, aveva lasciato nell'ambiente rossonero un po' d'amaro in bocca. Se è vero che il n.8 milanista aveva palesemente esagerato, venendo additato da alcuni illuminati quale "vergogna del club", è pur vero che una reazione segue sempre ad un fattore che la provoca. Lo sfogo veemente e per certi versi violento, fu visto e condannato da tutti, ciò che venne mascherato fu il motivo di tale eccesso, da parte di Gattuso. Mentre le squadre in campo si battevano con ardore su ogni pallone, l'ex della sfida (Jordan), si rivolgeva continuamente a "Ringhio" con termini non proprio eleganti. Il mediano chiaro obiettivo di alcune stoccatine al vitriolo che di riflesso hanno toccato un intero paese, rimasto però inspiegabilmente schierato con la fazione inglese. L'Uefa dopo aver aperto l'inchiesta, ha subito stoppato il giocatore milanista, punendolo con una squalifica dal sapore forte.
Giunge oggi lieta per l'ambiente, la notizia della squalifica combinata a Joe Jordan, ovvero al fattore scatenante. Un turno europeo lontano dai campi che porterà l'attempato ex, a riflettere bene sui propri comportamenti, non ultimo quello di sfilare gli occhiali, mostrandosi pronto al contatto fisico con l'avversario. Non poteva e non doveva passare impunita tale presa di posizione, ora però che gli organi competenti si sono fatti valere, si può dire che giustizia è stata fatta. Gattuso si spese fin da subito scusandosi per l'atteggiamento tenuto, Jordan potrebbe imitarlo degnamente soprattutto per le dichiarazioni che hanno leso il paese che anni fa lo accolse da giocatore.
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