I limiti ci sono
La perfezione non esiste. Nel corso della sua gloriosa storia, solo il Milan di Sacchi può forse fregiarsi di questo titolo. L’illusione è dolce per natura, colpisce solo chi non è in grado di guardare con lucidità la realtà dei fatti, gli episodi del campo, le partite nella loro totalità. Il Milan, prima del match con la Roma, non era certo un'equipe di fenomeni del pallone, così come non è una squadra di brocchi oggi, dopo la debacle casalinga contro i giallorossi. La capolista cade ancora una volta di fronte al proprio pubblico, evidenziando quei limiti strutturali e di gioco (scopriamo l'acqua calda) che, con ogni probabilità, le vittorie avevano un po’ mascherato, così come le prestazioni di un certo Zlatan Ibrahimovic, spesso capace di cambiare da solo un match, spostando l’ago dei commenti post gara dalla casella "critiche" a quella "elogi".
Ma il genio svedese (ce ne siamo accorti solo ieri) è a tutti gli effetti un essere umano, con i suoi alti e bassi, le sue pause e i suoi picchi (frequentissimi) di splendore. Contro Borriello e i suoi non ha inciso, così come molti suoi compagni, purtroppo inciampati proprio sul più bello, ad un passo dall’intermedio del 2010. E’ andata così: I limiti, come detto, ci sono, anzi, ci sono sempre stati, e la sconfitta di ieri non fa altro che certificarne l’esistenza, provando magari a riportare tutti sul pianeta terra. Non è certo un dramma: ogni squadra, infatti, sfida le leggi della perfezione guardandole da lontano. Il Milan, comunque, ha dalla sua un fattore da non sottovalutare: il primato in classifica, immacolato nonostante i tre punti persi, sacro e intoccabile per le inseguitrici almeno fino al 6 gennaio, festa dell’Epifania, giorno della trasferta di Cagliari, da vivere intensamente, con un Ibra in meno nel motore e una certezza in più: scoprirsi improvvisamente comuni mortali servirà da incentivo, per un futuro all’insegna dell’umiltà, del sacrificio e del lavoro, consapevoli che lo scudetto è ancora lontano, il campionato lunghissimo e le avversarie restie a mollare.
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