I soliti problemi
La rete (perla) di Catania non l’ha sbloccato, l’abbraccio del suo stadio - che in passato lo ha più volte osannato - non l’ha stimolato. Kevin-Prince Boateng continua restare un... problema, mostrando i soliti, preoccupanti limiti di stagione. Il ghanese, prima da esterno offensivo, poi da mezzala di centrocampo, prosegue nella sua personalissima serie di partite storte, mettendoci tanto impegno ma con scarsa lucidità, come se il cervello andasse in una precisa direzione, inviando continui input, ma senza il supporto delle gambe, dei muscoli, dell’istinto. Ok, la partita di ieri non era certo importante, con il suo magro carico di motivazioni, ma la prestazione da 5 del principe esula dal contesto povero del match: è in linea con lo standard annuale.
Punto! Altro giro, altra pedina ancora da recuperare, nonostante il recente gol-vittoria ammazza Juve. Il brasiliano Robinho, partito dalla panchina e subentrato nella ripresa per provare a raddrizzare la situazione, non riesce ad incidere, sfiorando il pari con un bel destro a giro ma sbagliando tutto il resto, pasticciando ora sulla trequarti ora sulle corsie. La classe c’è, il sorriso no: ed è proprio questo che al momento manca all’ex City (apparso molto nervoso contro lo Zenit), forse con la testa più al Santos che al Milan. E se l'attacco rossonero (El Shaarawy a parte) boccheggia, evidentemente gli ingranaggi non funzionano.

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