Ibra, la storia si ripete
Più il palcoscenico è importante, più Ibrahimovic diventa piccolo. La storia si ripete, ci risiamo. La serataccia di Madrid è solo lultima di una lunga serie di flop dello svedese nelle grandi sfide di Champions, per la gioia degli interisti che se la ridono.4-4-4 le pagelle dei tre principali quotidiani sportivi italiani sulla prestazione di Ibra nel tempio del Bernabeu. Lì dove lInter alzò al cielo la Champions quasi 5 mesi fa, Ibrahimovic si fa notare solamente quando fa passare in mezzo alla barriera la punizione di Cristiano Ronaldo e alla fine, quando se la prende con una zolla per un cross sparato alle stelle. In mezzo, nulla. Luomo degli scudetti, quello che ti fa vincere da solo le partite contro le piccole, continua a soffrire le gare più attese, non tanto la Champions in generale, perchè di gol ne ha fatti anche nella competizione più importante, vedi la doppietta decisiva contro lAuxerre di un mese fa, o quella allEmirates contro lArsenal della scorsa edizione, ma soprattutto le partite da 5 stelle in generale, sia con i club che con la sua nazionale. Fin dai tempi dellAjax. Con la maglia dell Juve fece scena muta nella doppia sfida dei quarti di finale contro il Liverpool nel 2005, e un anno dopo contro lArsenal, e i bianconeri uscirono entrambe le volte. Poi allInter la stessa musica, contro Valencia, ancora Liverpool e Manchester United, nelle serata in cui i nerazzurri era chiamata alla svolta. Lultima volta che aveva affrontato Cristiano Ronaldo in Champions era finita come a Madrid: un gol a zero per il portoghese, ma al Bernabeu il confronto è stato ancora più impietoso in favore dellex Pallone dOro. A proposito, se continuerà cosi sarà davvero difficile per Zlatan conquistare il riconoscimento di France Football. Lultima volta che Ibra aveva affrontato Mourinho, era finita come al Bernabeu, con il portoghese trionfatore assoluto: era il 28 aprile scorso, lInter abbandonata dallattaccante col mal di pancia eliminava luomo che aveva scelto i blaugrana proprio per vincere quella coppa maledetta. Scena muta anche in quella doppia semifinale per lui. Quattro mesi dopo Ibra ha scelto il club che per tradizione ha nella Champions League il suo habitat naturale, chissà se la maledizione prima o poi finirà.
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