Ibra-Milan non s'ha da fare. Tra Dinho e Gattuso, i tifosi chiedono un regalo...
Zlatan Ibrahimovic e il Milan: una storia che si rincorre dal 2006 e, probabilmente, non si realizzerà nemmeno quest'estate. Nonostante molti media avessero indicato lo svedese come l'"uomo del presidente", è stato proprio Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa d'apertura, a chiudere le porte all'ex nerazzurro: "Non abbiamo mai fatto follie, tranne per Ronaldinho. E' vero che Ibra era nostro nel 2006, poi Calciopoli cambiò le cose, però nutro qualche dubbio su un suo possibile inserimento nello spogliatoio rossonero". Una maniera, forse un po' particolare, per porre un macigno sopra a tale suggestione di mercato. Ad accrescere l'impossibilità dell'operazione, inoltre, è stata la conferma di Ronaldinho, indicato dal patron rossonero come il "miglior giocatore di tutti i tempi". Il Gaucho, stando al Presidente del Diavolo, rimarrà al Milan fino al giorno in cui si ritirerà, nonostante non manchino società pronte a fare follie (a livello di ingaggio) per assicurarsi l'ex Pallone d'Oro.
Conferme che, al contrario, non sono arrivate per Klaas-Jan Huntelaar, di cui però Berlusconi ha lodato le qualità da prima punta, punzecchiando Leonardo per l'utilizzo dell'olandese come ala destra. Apertura, invece, ad un addio nei confronti di Gattuso: "Non tratteniamo nessuno, ma sarei felice se restasse...". Il tono, piuttosto accigliato, di Berlusconi, farebbe presagire ad una separazione con il mediano calabrese: il procuratore del centrocampista, nella giornata di oggi, era a Dubai per trattare con la dirigenza araba dell'Al Alhi, una delle pretendenti al vice capitano milanistra, oltre all'Olympiaco e al Wolfsburg. Proprio il Wolfsburg, infine, ritorna con ricorrenza nella sfera del Milan: i tifosi, nonostante tutto, hanno espresso il loro desiderio, esponendo anche uno striscione riportante: "Non ci basta il greco. Prendi Dzeko!". Il bosniaco, a differenza di Ibra, è entrato nel cuore di tanti tifosi rossoneri e, nonostante la decantata impossibilità nel fare follie, compiere uno strappo alla regola rappresenterebbe un bel gesto...
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