Il calcio di Diogo Dalot ai raggi X

13.10.2020 20:00 di Nicholas Reitano  Twitter:    Vedi letture
Fonte: Francesco Donzella per Kickest
Il calcio di Diogo Dalot ai raggi X

Nell’estate 2018 la storia di Diogo Dalot fece scalpore nel panorama calcistico europeo; Josè Mourinho indicò agli osservatori del Manchester United questo giovane terzino del Porto con appena 8 presenze in prima squadra, e riuscì a portarlo ad Old Trafford per la cifra monstre di 22 milioni. Due anni dopo, il Manchester United per non gettare al vento l’investimento compiuto, decide di prestare Diogo Dalot al Milan a titolo gratuito, nella speranza che il terzino torni ad essere quello che aveva incantato lo Special One due anni prima; ma chi è davvero Dalot? Un giovane portento, oppure una meteora?

CHI È - La carriera di Dalot come già accennato è sicuramente peculiare: classe 1999, alto 183cm, terzino destro ma in grado di giocare anche a sinistra, veloce e tecnico, tocca la prima squadra del Porto nel campionato 2017/2018 mettendo insieme 8 presenze di cui una in Champions League. Mourinho se ne innamora e lo porta al Manchester United, dove gioca 23 partite il primo anno iniziando a vedere il campo da dicembre; nell’estate 2019 i Red Devils comprano Wan-Bissaka per la fascia destra, sbarrando di fatto la strada al giovane portoghese, che gioca solo 11 partite in tutta la stagione, fino a passare in prestito al Milan a fine mercato 2020. Il Milan lo ha preso in prestito gratuito senza diritto di riscatto, non avendo quindi nessun accordo preventivo per il cartellino del giocatore, ma questo non deve spaventare visto che sicuramente in caso di valorizzazione del giocatore è nelle intenzioni dello United monetizzare una sua cessione.

COSA PUÒ DARE AL MILAN - Essendo un terzino che ha come punto di forza la fase di possesso e di spinta, può essere sicuramente un’alternativa più offensiva a Davide Calabria, padrone della fascia destra in questo primo scorcio di stagione; Dalot ha un buon piede e buona gamba per permettersi di giocare in maniera propositiva, offrendo maggiore tecnica rispetto a Calabria, terzino più compassato e più concentrato in fase difensiva. La presenza sulla fascia opposta di Theo Hernandez potrebbe scoraggiare Pioli a schierare due terzini di spinta in contemporanea, ma in questo inizio di stagione abbiamo già visto un Calabria più libero di sganciarsi in fase offensiva rispetto al campionato passato dove il terzino milanista agiva da terzo centrale in fase di possesso lasciando l’ampiezza sulla destra al solo Castillejo per la maggior parte del tempo; Pioli quindi potrebbe apprezzare la presenza di un’alternativa più offensiva per spingere su ambedue le fasce e tenere maggiormente bloccati i due mediani (Kessie’. Bennacer o Tonali) per coprire le avanzate. Infine, con la partenza di Laxalt, oltre a dare un’alternativa valida a Calabria, Dalot può fare la riserva di Theo Hernandez permettendogli di rifiatare tra i vari impegni di Europa League e campionato.