Il prescelto è sempre lui
Celebre la maglia indossata da Mario Balotelli con la scritta “Why always me?” (letteralmente “Perché sempre io?”) che diventa sempre più attuale oggi, momento in cui, nonostante la smentita ufficiale del presidente Berlusconi, tutti lo accostano al Milan.
Al quesito vi sono molteplici risposte, o indizi, prima su tutte l’apertura chiara di Massimiliano Allegri nella conferenza stampa di oggi. Interrogato sulla possibilità di prendere il bresciano, nonostante non possa giocare la Champions, il tecnico rossonero ha detto: “Normale che il giocatore che arriverà sarà un giocatore importante, i giocatori importanti al 99% hanno già giocato in Champions”. Sappiamo tutti quanto possa essere cauto il livornese sulla questioni di mercato, una ammissione del genere, o quantomeno una mancata smentita, direbbe già abbastanza, ma di motivazioni che spingono per l’arrivo di Balotelli ce ne sono tante.
Perché sempre lui? Perché corrisponde all’identikit dei giocatori ricercati dal diavolo per il suo progetto: giovane, forte e milanista, con uno stipendio che, contrariamente a quanto si possa immaginare, è ampiamente ricompreso nei parametri rossoneri (al City guadagna 3,5 milioni a stagione più bonus). Perchè ha già dimostrato in Nazionale che con Stephan El Shaarawy c'è un'intesa particolare, due giocatori che si completano e si capiscono al volo mettendosi l'uno al servizio dell'altro e potrebbero rappresentare un futuro luminoso per almeno 10 anni.
Perché sempre lui? Perché Robinho ha già la testa in Brasile e domani sera si congederà dal diavolo, perché Pato sembra sempre più vicino al rientro in patria, vista che la rottura c’è ed stata autenticata da quella dichiarazione nel post di Anderlecht-Milan. Adriano Galliani ha confermato che un’offerta c’è, l’agente del giocatore ha ribadito quanto piacerebbe al ragazzo vestire la maglia del Corinthians, l’ad rossonero raggiungerà Raiola in Brasile e, salvo stravolgimenti (sempre possibili quando si tratta di Pato e, soprattutto di Berlusconi), dovrebbe chiudere ambedue le trattative. Le cifre delle operazioni poi sembrano essere pressoché perfette, Adriano Galliani sembra poter intavolare una partita di tetris, incassano 10 milioni per Robinho e 15 circa per Pato (capiremo se per l’intero cartellino o per la metà dello stesso), così per un totale di 25 milioni che fanno il paio con la valutazione che il City farebbe di SuperMario.
Il tutto potrebbe comportare addirittura un risparmio per il diavolo, il quale si libererebbe di due degli ingaggi più onerosi del parco giocatori, dimezzando di fatto la spesa (ecco anche il perché del probabile “2X1”).
Perché sempre lui? Perché, a dispetto delle dichiarazioni di facciata di Roberto Mancini (“Mario si è ravveduto ed avrà un’altra chance, ma dovrà dimostrare di meritarsela”), il rapporto fra Balotelli ed il City è ai minimi termini. Il ragazzo non ne può più dell’Inghilterra, dei tabloid e della convivenza forzata con i paparazzi che lo seguono come un’ombra, senza mancare di sottolineare ogni suo sbaglio. Non ne può più del City, del doversi giocare ogni partita il posto da titolare con giocatori da livello indiscutibile, delle multe che puntualmente arrivano ad ogni sua bizza. Su quest’ultimo punto, suona strano il ritiro dell’azione legale intrapresa nei confronti del club (che sembra una di quelle manovrine alla Raiola, tipo la richiesta di Ibra a Guardiola di andare al Real, costringendo i blaugrana ad accettare l’offerta rossonera pur di liberarsene) proprio nel giorno in cui sono arrivate le conferme circa la fattibilità dell’affare Pato.
Perché sempre lui? Perché il diavolo è nel destino di Mario Balotelli, lo vuole fortemente da sempre lui che è tifoso rossonero sin da piccolo, lui che più volte si è visto a San Siro per assistere alle sfide del Milan, lui che non ha lesinato complimenti alla formazione rossonera. Resta l’ostacolo rappresentato dall’opzione d’acquisto riconosciuta all’Inter, ma la speranza è che Adriano Galliani sappia trovare un gentleman agreement con Massimo Moratti, perché è il momento di unire in matrimonio due promessi sposi come Balotelli ed il Milan. Perché sempre lui? Perché questo è un matrimonio che s’ha da fare.

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