IL PRESIDENTE su Kakà, Beckham, Ronaldinho...

IL PRESIDENTE su Kakà, Beckham, Ronaldinho...MilanNews.it
venerdì 23 gennaio 2009, 10:44Primo Piano
di Milannews Redazione
fonte Intervista a QN

"Averlo tenuto è come vincere una Champions. Il Milan e Ricardo hanno già detto no una volta agli spagnoli, non vedo ragioni per cambiare atteggiamento e la prova di attaccamento data in questi giorni dal giocatore è eloquente. Nei prossimi anni non chiederà alcun aumento"


Presidente, è sempre convinto di aver fatto bene a rinunciare a 120 milioni per tenere Kakà?
"Convinto? Di più. Felice. E’ come se avessimo vinto un’altra Champions League. Sono più che mai orgoglioso del Milan perché credo davvero che sia l’unica squadra al mondo nella quale possono succedere cose come queste".


I soldi nel calcio non sono tutto, i valori morali hanno ancora importanza, sembra un’inversione di tendenza straordinaria: dentro il pallone c’è ancora il cuore.

"Le confesso un segreto. Quando Ricky mi ha comunicato la sua decisione definitiva di rimanere al Milan, sa a cosa ho pensato? A mio padre. Alle tante domeniche allo stadio con lui, sugli spalti, in curva, a tifare Milan. Un Milan, in quegli anni, neppure troppo forte. All’entusiasmo sincero con il quale lui sosteneva i colori della nostra squadra, anche quando si perdeva. Quell’entusiasmo che mi ha trasmesso. L’entusiasmo sincero di ogni tifoso, che non fa calcoli, che crede – da sportivo – nei colori della sua squadra. Ecco, ho pensato che mio padre sarebbe stato orgoglioso di questo Milan, di una squadra nella quale crescono campioni come Kakà".


Ma hanno ancora un senso le bandiere nel calcio di oggi...

"Senza le bandiere non c’è il calcio. Neanche nei suoi aspetti commerciali, che sono indispensabili nel calcio moderno, ma che non potranno mai essere tutto. Il calcio, lo sport in genere, è prima di tutto passione disinteressata. Non potrebbe esistere, senza i tifosi. E i tifosi amano una bandiera. Sono fiero che la bandiera del Milan sia diventata anche l’emblema di un modo di intendere lo sport".


Come l’ha presa lo Sceicco? Vi siete sentiti?
"Il nuovo proprietario del Manchester City sta facendo un ottimo lavoro per costruire una squadra competitiva, in grado di giocare un ruolo di primo piano nella Premier League in Inghilterra ed anche a livello europeo. Sta investendo con generosità, con lungimiranza, con competenza. Farà del Manchester City, che è una squadra poco conosciuta in Italia ma dalle tradizioni molto solide, uno dei protagonisti del calcio europeo dei prossimi anni. Gli auguro di riuscirci, perché lo merita. Ma lui sa benissimo che io sono l’azionista del Milan. Abbiamo lasciato libero Kakà di decidere del suo futuro, come è costume della nostra società, ma non posso che essere felice della sua decisione. Al mio posto, credo che lo sceicco avrebbe fatto la stessa cosa. I rapporti che ci legano sono eccellenti".


Quando ha cominciato a capire che sarebbe stato meglio per tutti dire no alle offerte del City?
"Il mio cuore e il mio istinto l’hanno sempre saputo. E l’atteggiamento dei tifosi ha fatto il resto. Ho capito che ogni milanista provava le mie stesse emozioni, il mio stesso affetto per Ricky, il mio stesso desiderio di non privare la squadra di un giocatore come lui. Ma il Milan non trattiene nessuno contro la sua volontà. Non lo fece due anni fa con Shevcenko, sia pure con grandissimo rammarico. Come ho detto nei giorno scorsi, se Kakà avesse ritenuto che il suo avvenire, economico e professionale, potesse realizzarsi a Manchester, avremmo rispettato la sua decisione. Ma siamo tutti felici che non sia andata così".


Non le sembra che certe valutazioni dei giocatori siano esagerate in un momento di grave crisi come questo?

"Un grande giocatore è anche un investimento di immagine che dà grandi ritorni. Credo che ogni squadra, ogni presidente, faccia le sue valutazioni. Certo, il Milan non spenderebbe mai quelle somme, e non pagherebbe neppure quegli ingaggi. E mi rendo anche conto che, di fronte alla difficoltà del momento, i cittadini possano essere turbati sentendo parlare di certe cifre".


Cosa l’ha emozionata di più nel comportamento del giocatore?
"Ricky ha dimostrato quello che ho sempre pensato. Il Milan, il nostro Milan, è il più grande club del mondo. Lo è non solo e non tanto perché ha vinto più titoli internazionali di qualsiasi altro club, ma perché è una comunità nella quale si sta perchè si crede in un progetto comune. Un progetto del quale sono protagonisti i giocatori, i tecnici, la dirigenza e i tifosi. Non dimentico mai che senza il loro formidabile apporto il Milan non potrebbe essere diventato il Milan che è".


La fede può avere aiutato il giocatore a decidere e contribuisce secondo lei a farne una persona straordinaria, particolare nel mondo del calcio?
"Kakà è un ragazzo straordinario per tanti motivi: non è solo uno dei più grandi giocatori del mondo, è una persona gentile, colta, educata, di una spiritualità profonda e sincera. Vive la sua fede religiosa con molta serietà. E certamente la fede è qualcosa che, nel mondo del calcio come in ogni altro mondo, ispira comportamenti limpidi e coerenti.
Detto tutto questo, però, mi pare necessario aggiungere una considerazione: il calcio è la metafora della vita, è uno splendido gioco, è una passione, un simbolo, ma è pur sempre un gioco. La religione è una cosa troppo importante per coinvolgerla in queste situazioni".


Teme che il padre di Kakà possa tornare a battere cassa?
"Quello che rende straordinaria la scelta di Kakà è proprio il fatto che sapeva benissimo che il Milan non avrebbe potuto ritoccare il suo ingaggio. I bilanci non lo permettono e in più un incremento per Kakà avrebbe imposto di incrementare tutti gli altri stipendi nella stessa misura. Kakà lo sa e ha deciso di restare con noi impegnandosi a non richiedere nessun aumento contrattuale nei prossimi anni".


Se dovesse tornare alla carica il Real?

"Kakà e il Milan hanno già risposto al Real Madrid in passato. Non vedo alcuna ragione per cambiare questo atteggiamento. E poi la prova di attaccamento ai colori rossoneri data in questi giorni mi sembra eloquente…".


I tifosi del Milan ora la ringraziano, ma a volte sembrano incontentabili...
"Non mi lamenterò mai dell’attaccamento dei tifosi alla squadra e ai giocatori. Senza di loro il Milan non esisterebbe. E poi il più tifoso di tutti credo si chiami proprio Silvio Berlusconi".


Il concetto del Milan squadra-famiglia resta quindi un punto fermo. Direte no a tutte le eventuali offerte per i giocatori più importanti, Pato sembra nel mirino di tutti...

"Abbiamo investito su Pato per il futuro. Stiamo facendolo crescere in questa logica, e mi pare che il ragazzo stia dando risultati che confermano le straordinarie aspettative su di lui. Cederlo sarebbe ormai contro ogni logica. Vogliamo mantenere il Milan ai livelli di eccellenza che ne hanno fatto il club più titolato al mondo. Vogliamo continuare a vincere, a cominciare dal campionato in corso. Il che non è possibile se si cedono i giocatori migliori. Ricordo che i più grandi fuoriclasse che hanno giocato nel mio Milan, da Van Basten a Baresi, a Savicevic, a Leonardo, a Maldini, hanno concluso la loro carriera in rossonero".


Ha pensato al povero Galliani che senza questi soldi avrà meno liquidità per il mercato?
"Il vero fuoriclasse del Milan, al di là dei calciatori e di uno straordinario tecnico come Carlo Ancelotti, si chiama proprio Adriano Galliani. Se non ci fosse lui, con la sua competenza, il suo equilibrio, la sua passione e la sua dedizione assoluta, il Milan non avrebbe vinto quello che ha vinto in questi anni. Da tifoso non lo ringrazierò mai abbastanza. A lui comunque non abbiamo mai fatto mancare la liquidità necessaria per le operazioni di mercato più importanti. Non è un caso il fatto che oggi giochino insieme nel Milan tre palloni d’oro. Credo sia un record di tutti i tempi".


Che ne dice di tenere Beckham oltre i due mesi concordati? Le piace l’idea?
"A chi non piacerebbe avere in squadra un giocatore come Beckham? Non soltanto ha una classe straordinaria, ma sta dimostrando una professionalità e un impegno che smentiscono, in modo clamoroso, tutti coloro che lo hanno definito un calciatore solo “mediatico”. Però Beckham è legato da un contratto ai Galaxy: i patti si devono rispettare".


Qualcuno si lamenta per il rendimento di Ronaldinho...
"Ronaldinho è un autentico fuoriclasse capace, persino nelle giornate peggiori, di fare cose con la palla fra i piedi che rasentano la magia. Si è inserito perfettamente nella squadra, della quale oggi è un elemento fondamentale. Ma a questo proposito non posso evitare una considerazione. Nel Milan sono venuti a giocare alcuni fra i migliori giocatori del mondo, da Ronaldinho a Pato, da Sheva a Beckham, e su ognuno ho ascoltato critiche pregiudiziali. Ronaldinho e Shevcenko sarebbero stati giocatori finiti, Pato una speranza solo eventuale, Beckham una rockstar più che un calciatore. Ognuno di loro ha puntualmente smentito queste critiche e sta dimostrando con i fatti, ogni giorno, in allenamento e in campo, di essere un grande campione".


Dopo questa scossa psicologica-morale, il Milan può rilanciarsi per lo scudetto?
"Lo scudetto continua ad essere il nostro obbiettivo. Siamo consapevoli del valore dei nostri avversari e questo rende la sfida più entusiasmante".


L’Inter ha un organico straordinario, ma sembra sempre destinata alle polemiche. Le piace Mourinho?
"Mourinho è un ottimo tecnico e l’Inter è una compagine fortissima. Ciò che conta è che Milano abbia due grandi squadre, protagoniste a livello internazionale. Quando a San Siro vedo la raccolta delle targhe che ricordano i successi internazionali dell’Inter e del Milan, credo che ogni sportivo milanese possa essere orgoglioso della propria città".


Infine una curiosità, con tutte le reti di famiglia Lei nei momenti particolari affida sempre a Aldo Biscardi le sue parole, lo considera un portafortuna oppure questa trasmissione ha sempre un fascino particolare?
"Semplicemente, questo dimostra che non esistono reti “di famiglia”. Le tv Mediaset non sono mai state e non saranno mai al mio servizio, men che meno nello sport. E poi io voglio bene a Biscardi che è un bravo professionista e da tantissimi anni si sa far amare da tantissimi tifosi innamorati del calcio come lui".