Il Ringhio del Noce
In una squadra fatta di giocatori che probabilmente sono ancora ammaliati nel vedere il loro nome stampato sulla maglia del Milan, c’è chi ha capito, fin dai suoi primi giorni a Milanello, cosa volesse dire mettersi sulle spalle quella casacca. Antonio Nocerino è uno degli ultimi baluardi che ha ancora chiaro che cosa significhi giocare per il Milan e non giocare nel Milan. La differenza è netta e abissale anche se è facilmente confondibile per chi si approccia in maniera superficiale al mondo rossonero. Le parole rilasciate dal centrocampista rossonero all’Istituto Parini di Milano sono chiare e nette, a difesa del gruppo e dell’ambiente. Ed è di questo che il Milan ha bisogno in questo momento: di leader carismatici che sappiano spronare i compagni e i tifosi in questo momento per nulla facile. “Non è un organico da settimo o ottavo posto.
Se lo vedo in quella posizione sbatto la testa contro il muro. Spesso pare che parliamo di una squadrata qualsiasi ma il Milan è il Milan, bisogna avere rispetto per questa squadra“. Un ringhio senza peli sulla lingua che erige Nocerino tra i coloro che in campo, ma anche fuori, devono far si che la squadra non si abbatta e non perda ulteriormente fiducia nei suoi mezzi. Ora però Allegri deve metterlo in campo, dargli la possibilità di aiutare la squadra in mezzo al campo e non altrove. Magari al fianco di de Jong con Montolivo avanzato nel ruolo di trequartista al posto dell’evanescente Boateng. Ma una cosa è certa, il Noce è pronto a tornare a ringhiare.
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