Il segreto di Allegri
Galliani ci ha messo un attimo ad intuire le doti di Massimiliano Allegri, convincere Berlusconi, strapparlo a Cellino e portarlo a Milanello. I tifosi rossoneri, dal canto loro, hanno tentennato un po' all'inizio (capita). Lo spogliatoio, invece, ha subito accettato il nuovo tecnico, per una sorta di colpo di fulmine che ha travolto tutti (o quasi). Il segreto? La fortuna di aver ottenuto da subito risultati positivi, secondo il pensiero modesto del tecnico toscano, mostro di umiltà e semplicità. La realtà? La grande capacità di un allenatore cresciuto a pane e pallone, forgiato in provincia e lanciato nel calcio che conta con merito. "Credo che i risultati che abbiamo ottenuto abbiano contribuito - ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport -. Ma già dal primo giorno c’era davvero tanta fiducia nei miei confronti. E c’è un bel rapporto di rispetto reciproco".
Rispetto, dunque, ma anche una forte dose di professionalità e, soprattutto, competenza. Mister Max ha ricevuto da subito l'appoggio dei senatori dello spogliatoio, a partire da Gennaro Gattuso, letteralmente rinato sotto la sua gestione. L'ex guida del Livorno, non a caso, non ci pensa su due volte quando c'è da indicare il suo giocatore ideale: "E' Rino. Quando lo vedo fare certe cose con la palla penso: allora tutto è possibile". Altro giro, altro perno rossonero tornato in grande spolvero con Allegri: Andrea Pirlo. "E’ tornato giovane. Spostato a sinistra può incidere e finalizzare di più". Come dargli torto. Il Milan, ne siamo certi, non avrebbe potuto trovare un tecnico migliore.
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