Il solito clamore sul suo futuro, ma per ora lasciamolo giocare
Ronaldinho fa sempre clamore, fin troppo in realtà. Il giocatore non starà vivendo i momenti magici di Barcellona, ma fisicamente è integro e il suo ritorno in maglia verdeoro ha dimostrato che in campo le sue qualità possono essere ancora utili. Legittime e condivisibili le scelte di Allegri nelle ultime settimane, normale anche il sorriso meno solare del solito dell’80 rossonero che, a dire il vero, almeno pubblicamente, non ha fatto scenate incredibili per il poco utilizzo riscontrato ultimamente. Anzi, il brasiliano ha proferito parole d’amore verso il Milan e ha garantito sulla volontà di lavorare, di voler ritrovare il suo spazio ed essere utile al club e alla Nazionale.
Il contratto rappresenta sicuramente un tema interessante, ma la società può gestire al meglio la situazione non trovandosi certo nella posizione di dover soddisfare a tutti i costi richieste e desideri della controparte, usufruendo al meglio di tutto il tempo possibile per operare una scelta meno influenzata da fattori esterni di quanto si potrebbe pensare. Pato e Pippo non ci sono, Dinho rimane sino a prova contraria un patrimonio del Milan e, a breve termine, è giusto utilizzarlo secondo le idee del mister e le prestazioni da lui fornite in campo. L’obiettivo del Milan e dei suoi tifosi è vincere lo scudetto e andare avanti più possibile in Champions. Ora, il contratto di Ronaldinho può anche passare in secondo piano.
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