L'ennesima vergogna del calcio italiano
Siamo uomini o caporali affermava il grande Antonio De Curtiis in arte Totò in un celebre film, ebbene i tifosi di Milan ed Inter hanno deciso di mostrarsi uomini veri e per questo motivo non si piegheranno alle decisioni insulse e scriteriate del palazzo che governa il calcio italiano. Gli stessi detentori delle decisioni del mondo del pallone che sino a poche settimane fa volevano celebrare al meglio i festeggiamenti per il centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia. Infatti con la coerenza che contraddistingue da anni la nostra classe dirigenziale la partita manifesto della grandeur del calcio italiano ovvero il derbyssimo Milan-Inter del 6 agosto - che oltre a mettere in palio la supremazia cittadina varrà anche la Supercoppa Italiana - si giocherà non nel tempio di San Siro bensì in quel di Pechino. Una scelta dettata solamente da motivazione economiche che ormai sono assolutamente imperanti nel mondo del pallone, ma che però cozzeranno con la totale assenza di supporters milanisti ed interisti, i quali di comune accordo hanno deciso di disertare la trasferta nella grande muraglia. Allo stadio "Nido d'uccello" dunque ci saranno solamente sostenitori dagli occhi a mandorla a fungere da cornice al match più atteso degli ultimi anni dato che l'Inter, dopo la stagione di dieta successiva a quella epica del Triplete, punta a ritornare leader del calcio italiano, tuttavia dinanzi si troverà un Milan in netta ascesa che - dopo aver centrato il Tricolore - ora ha nel mirino il trono europeo.
Una sfida da sold out in ventiquattro ore qualora si fosse giocata nella città meneghina ed invece i caporali della Lega Calcio che, ad ogni piè sospinto, si lamentano di quanto siano desolantemente vuoti gli stadi della nostra penisola al confronti di quelli della Bundeslinga o della Premier League, hanno avuto la brillante idea di trasferire l'incontro in Oriente. Risultato 1300 euro il costo complessivo del pacchetto-viaggio Italia-Cina annesso di tagliando per il derby. Una cifra letteralmente folle soprattutto in questa contigenza storica in cui il paese vive una profonda crisi economica. Infatti non è neppure immaginabile lontamente che un tifoso possa spendere una cifra simile per assistere ad una partita, per quanto importante che sia. E allora, con l'umiltà che ci contraddistingue, un consiglio di permettiamo di inviarlo ai capoccia che governano il mondo del calcio: non lamentatevi del disamore crescente da parte dei tifosi, perchè se l'andazzo regnante è quello di votarsi solamente al Dio denaro, allora le gare natalizie potrebbero essere disputate direttamente nella patria di Babbo Natale in Lapponia e quelle del canonico Sabato di Pasqua in quel di Gerusalemme...sai come si impennerebbero gli ascolti! Ma ai tifosi chi ci pensa? La risposta è una sola: nessuno.
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