L'equilibrio ritrovato...

L'equilibrio ritrovato...MilanNews.it
© foto di Alberto Fornasari
domenica 26 settembre 2010, 07:30Primo Piano
di Salvatore Trovato

Stop ai contropiede… degli avversari. Il diktat di Massimiliano Allegri era chiaro, secco e preciso. Detto, fatto. I rossoneri, dunque, dopo una spasmodica ricerca, sono finalmente riusciti a trovare il "sacro Graal della tattica pallonara": quel famoso equilibrio tanto inseguito dagli allenatori. Già con la Lazio, il Milan aveva mostrato una compattezza incoraggiante, che faceva ben sperare: reparti corti e mai sfilacciati, pressing costante e tanto impegno, anche se, a dire il vero, in occasione del match con i biancocelesti, Mister Max aveva deciso di sacrificare il tridente, chiedendo al muro Boateng di farsi (letteralmente) in due, tra fase difensiva e offensiva. Risultato: 1-1 sul tabellino e poche sfuriate avversarie subite. Dai primi segnali alle conferme, nel giro di tre giorni.

Contro il Genoa, infatti, la squadra (grazie anche alla verve ritrovata di un Gennaro Gattuso in grande spolvero) ha limitato al minimo gli attacchi a tutta birra dei rossoblu, controllando sempre la situazione, senza mai andare in affanno, stavolta con il trio la davanti (Binho, Ibra e Dinho). E il finale, rispetto al match dell’Olimpico, è decisamente più dolce: 1-0, tre punti in tasca, zero contropiede concessi a Toni e compagni e tanto sacrificio da parte di tutti. "Già mercoledì sera contro la Lazio abbiamo visto un Milan diverso - ha dichiarato Antonini nel dopo partita -, non abbiamo preso contropiede e già quello è stato sinonimo di equilibrio. Oggi siamo stati pazienti, abbiamo fatto quello che ci ha chiesto il Mister e ci siamo riusciti", ha concluso. Insomma, l’incubo che, in più di un’occasione, aveva afflitto il diavolo in questo inizio di stagione, rispendendolo all’inferno spesso a mal volentieri, adesso fa meno paura. Tutto grazie ad un semplice rimedio: fuori un fioretto (Seedorf in questo caso), dentro una sciabola. Più corsa, dunque, meno classe, anche perché, francamente, bastano e avanzano già gli attaccanti per creare gioco e imbarazzo agli avversari, più il Pirlo della situazione a dettare i tempi. Ora tutti all’esame Amsterdam ArenA, con tanta umiltà e, soprattutto, molta attenzione e ordine tattico, senza lasciarsi trascinare dall’euforia o da quel "tutti all’attacco" tipico dell’atmosfera Champions.