L'Ibra furioso: un caso ormai strumentalizzato

L'Ibra furioso: un caso ormai strumentalizzatoMilanNews.it
© foto di ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS
lunedì 14 febbraio 2011, 20:00Primo Piano
di Salvatore Trovato

La nuova moda del momento? Puntare i riflettori su Ibrahimovic per novanta minuti più recupero e attendere con ansia un eventuale rimprovero al compagno di turno, un timido segnale di insofferenza, di nervosismo, di irrequietezza. E pazienza se anche altri componenti della truppa rossonera, durante le fasi convulse del match, assumono di volta in volta atteggiamenti quantomeno simili: i gesti dello svedese, a quanto sembra, sono di un'altra dimensione, vanno al di la del normale comportamento di ogni calciatore, teso e agitato, spinto dall'agonismo della partita. Forse, anzi, senza alcun dubbio, un Ibra in versione furioso fa certamente più notizia, scalda i titoli in prima pagina, alimenta inutili e banali polemiche. Un'esagerazione che comincia francamente a stancare. Non a caso, mister Allegri, nel corso della conferenza stampa alla vigilia di Milan-Tottenham, risponde per le rime all'ennesima domanda maliziosa: "I rimproveri di Ibra? Credo sia un po' strumentalizzata questa cosa. Sabato non c'è stato niente ed è il suo carattere", ha dichiarato con convinzione il tecnico toscano, provando a stoppare sul nascere un discorso dalle fondamenta alquanto instabili.

Lo stesso Ibrahimovic, stuzzicato sull'argomento dai cronisti presenti alla conferenza stampa, argomenta, con il solito carico di personalità e carattere, le sue motivazioni: "Mi arrabbio? Mi dicono che se non mi arrabbio non do il 100% - ha sentenziato lo svedese -. Sabato è successo con Seedorf ma lui l'ha fatto per stimolarmi e ha fatto bene". Altro che nervosismo, dunque, o semplici manie da protagonismo: il numero undici rossonero è un maniaco della perfezione, che, il più delle volte, manda al diavolo se stesso quando la giocata non gli riesce. Insomma, un professionista che in campo da tutto, vivendo la partita con intensità, agonismo e rabbia positiva, da trasformare poi in gol, assist e prestazioni sempre al bacio. Ci fossero più campioni con la stessa voglia di vincere del genio ex Barça, il calcio aumenterebbe la sua competitività e spettacolarità.