L'Udinese, poi qualcosa cambiò. L'eco delle notti diaboliche...

L'Udinese, poi qualcosa cambiò. L'eco delle notti diaboliche...MilanNews.it
© foto di Giacomo Morini
venerdì 12 febbraio 2010, 11:00Primo Piano
di Francesco Somma

Sono cominciati oggi e termineranno martedì sera, dopo la sfida di Champions con il Manchester United. Cinque giorni di fuoco che sicuramente non mentiranno. Ci racconteranno la verità sull’identità di questo Milan bello a tratti, zoppicante, incerto e vincente solo a metà. Quest’anno l’Udinese ci ha già fatto male, 2 sconfitte su due, in campionato e in Coppa Italia. Era il 23 settembre dello scorso anno, era un altro Milan, pesante e stanco ancor prima di cominciare. Aveva addosso tanti lividi tra cui, ancora evidenti, quelli raccolti nel derby. Il faccino napoletano di Totò Di Natale sorrise beffardo ad un Milan brutto e inceppato, poi qualcosa cambiò. Sarà stata la visione lontana di un altro faccino, un tempo (per alcuni tuttora) caro, o il ricordo del fragore del Bernabeu. Noi scettici: questo Milan non ha la forza di decollare. Dopo Udine quel Milan seppe trovare la forza di guardarsi allo specchio, darsi una spolverata e tornare protagonista.

A onor del vero, di tonfi, fino a quel punto, il Milan non ne aveva presi poi tanti, ma ciò che atterriva era l’incapacità di spiccare il volo e dare continuità ad un gioco spettacolare ed efficiente mostrato con il contagocce, sia a Siena che contro il Bologna. Il Milan cadde ad Udine, di lì a poco si rimise in piedi e riuscì a spiccare il volo. Una striscia enorme di risultati utili e prestazioni brillanti, tradotta in un grasso bottino di punti da vetta della classifica. Poi il derby, altri lividi ed un brusco atterraggio di emergenza. Il Milan è caduto, ed è stata di nuovo l’Udinese, stavolta in Coppa Italia, a togliergli l’occasione di rimettersi in piedi. I lividi ancora dolgono, poi torna il campionato e con esso l’opportunità di tornare a guardarsi allo specchio: Livorno, Bologna, voli cancellati. Il Milan è a terra e non sa decollare. Noi scettici: questa squadra è troppo incostante…A San Siro torna Totò il napoletano. Poi, da lontano, di là dalla Manica, la visione di un faccino tondo e pallido, un filino di barba rossiccia e una sottile striscia di sangue negli occhi, l’eco assordante di notti diaboliche. Poi…