L'umanità del fenomeno

L'umanità del fenomenoMilanNews.it
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mercoledì 27 ottobre 2010, 19:00Primo Piano
di Matteo Calcagni

Quaranta reti in ottantadue gare disputate in Serie A, media gol per minuti giocati strabiliante e, soprattutto, ventuno anni appena compiuti: basterebbe questo per gridare al miracolo e/o al fenomeno. Alexandre Pato ha in mano, o preferibilmente sui piedi, un potenziale di dimensioni megagalattiche, tra gol, magie e percussioni devastanti. Ma il brasiliano è anche un ragazzo giovane, o meglio giovanissimo, ancora alle prese con qualche normalissimo intoppo. Dopo il rientro dall'infortunio e le reti contro i clivensi, il "Papero" ha smesso di "starnazzare" come al solito, rendendosi protagonista di due prestazioni sottotono di fronte alle Merengues e agli azzurri del Napoli. Critiche scontate e meritate ma, ovviamente, bisogna cercare di non esagerare: Pato è ancora un campione in "divenire" e, con qualche attenuante, è logico che possa incappare in bruschi cali di rendimento. Il punto è che, a parte stelle del firmamento come Messi (e non è sempre detto..), tutti i giocatori del Mondo sono vittime di prestazioni al di sotto delle aspettative: è un aspetto fisiologico e "umano" del calcio e, in quanto calciatore, ne è soggetto anche il giovane rossonero.

Ingiusto calare la falce dell'inquisizione sul talentuoso verdeoro, come sbagliato fu etichettare malamente Robinho nelle scorse settimane: le pagine negative sull'ex Santos, a seguito dell'errore madornale contro l'Ajax, si sprecarono, evidenziando esclusivamente la fagocitata occasione da gol e non accennando affatto alla buona prova generale del brasiliano. Ora i titoli e i giudizi sono diametralmente opposti, eleggendo Robinho quale uomo nuovo e simbolo di questo ritrovato Milan. In occasione della prossima doppietta di Alexandre Pato, senza alcun dubbio, si faranno strada commenti dorati e afrodisiaci per il numero 7 milanista. Servirebbe più equità di giudizio, soprattutto nei confronti di un ragazzo ventunenne, ancora condizionato da molteplici aspetti: un giovane, come lo sono in tanti, con le chances per diventare il numero uno al Mondo. Allegri è ben conscio dello straordinario gioiello che ha la possibilità di allenare e, nonostante le critiche piovute sul suo prediletto nell'ultima settimana, non avrà dubbi su chi schierare nella difficoltosa sfida di sabato contro la Juventus.