L'unico "consacrato"

L'unico "consacrato"MilanNews.it
© foto di Nicolo' Zangirolami/Image Sport
mercoledì 20 luglio 2011, 08:00Primo Piano
di Francesco Somma

E' inutile negarlo: ci siamo caduti tutti. Dove? Nella trappola della Copa America. Tutti, compresi il Brasile e l'Argentina, favorite storiche e fin troppo prevedibili. Tutti ci aspettavamo l'esplosione dei fenomeni carioca, la definitiva consacrazione di Neymar e Ganso e i colpi di Tevez e Aguero, con quest'ultimo pronto a raggiungere la Juventus. E' andata diversamente, e non di poco. Le due grandissime del Sud America sono uscite ai quarti, facendo la figura delle eterne incomprese, del vulcano a cui manca sempre la fiamma giusta per l'eruzione.

E' rimasto deluso chi non ha rinunciato a fare le ore piccole spinto dalla passione per il calcio sudamericano, oppure dalla voglia di ammirare uno dei colpi potenziali più prossimi al futuro rossonero: quel Paulo Henrique Ganso che continua a non convincere una schiera importante del pubblico rossonero e – a maggior ragione dopo le grigie apparizioni in Copa America – anche Adriano Galliani. Ottime visione di gioco e tecnica individuale, oltre ad aver contro due infortuni gravi negli ultimi 2 anni, il Maestro di Vila Belmiro ha confermato di non eccellere in continuità di rendimento: le ultime apparizioni con la casacca verdeoro, insomma, non lo hanno avvicinato ai colori rossoneri.

Dalla sua, il centrocampista del Santos ha il livello basso su cui si è espressa tutta la squadra di Menezes, determinata contro l'Ecuador e sfortunata contro il Paraguay, la Seleçao non si è quasi mai espressa sugli standard aspettati. Tra i più convincenti in assoluto c'è stato Alexandre Pato, autore di due gol nell'ultima sfida del girone e protagonista di un duello con Justo Villar, portiere del Paraguay che gli ha negato a più riprese la gioia di un gol meritato e pesante. Menezes lo aveva annunciato: “Pato è il centravanti perfetto per questa nazionale”. Il Papero ha fatto – molto più di altri – il proprio dovere, risultando alla fine, in un deserto di promesse non mantenute, l'unico “consacrato”.